Sono sempre più numerose le prove che Marte, in un lontano passato, è stato ricco di acqua allo stato liquido. L’ultima, in ordine di tempo, arriva dallo studio pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment e guidato dalla statunitense Purdue University, che mostra come l’enigmatica ‘Margin Unit‘, un’importante area geologica ad anello che si estende lungo il margine interno del cratere Jezero, è stata modellata da un sistema complesso di antichi laghi, acque sotterranee e fluidi idrotermali. I dati arrivano al rover Perseverance della Nasa.
Aumentano, così, le probabilità di poter trovare tracce di antiche forme di vita, cosa che però sarebbe possibile solo riportando sulla Terra i campioni raccolti dai rover, un obiettivo che purtroppo gli astrobiologi di Europa e Stati Uniti vedono allontanarsi.
La missione congiunta Mars Sample Return di Nasa e Agenzia Spaziale Europea per riportare a casa i campioni raccolti dal rover Perseverance della Nasa è in una fase di stallo: attualmente, è stata cancellata a causa di un taglio dei fondi deciso dall’Amministrazione Trump e le prospettive che in futuro venga ripresa alquanto vaghe.
La seconda parte della missione europea ExoMars, con il rover Rosalind Franklin, ha invece subito molti ritardi a causa dell’interruzione della collaborazione con la Russia, avvenuta in seguito all’invasione dell’Ucraina, e il nuovo partner dell’Esa è adesso la Nasa. Al momento, il lancio del rover, dotato di una trivella in grado di scavare fino a 2 metri di profondità e costruito in Italia dall’azienda Leonardo, è previsto per la fine del 2028 a bordo di un razzo Falcon Heavy della SpaceX.
La Cina potrebbe, così, battere tutti sul tempo. Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia spaziale cinese (Cnsa), sempre nel 2028 è stato programmato il lancio della missione Tianwen-3, che punta a portare sulla Terra circa 500 grammi di campioni di suolo e rocce dal Pianeta Rosso nel 2031. La missione, che comprende un lander, un modulo di ascesa, una capsula di servizio, un orbiter e un modulo di rientro sulla Terra, sta facendo progressi molto velocemente, e i ricercatori che vi lavorano stanno selezionando i siti di atterraggio più promettenti.
In questo elenco rientra senz’altro l’area chiamata Margin Unit, che è stata raggiunta da Perseverance nel settembre 2023. i ricercatori guidati da Candice Bedford della Purdue University sapevano di trovarsi lungo la costa di un antico lago e, per questo motivo, si aspettavano di trovare rocce sedimentarie, formatesi come strati di sabbia che si accumulano l’uno sull’altro nel corso di millenni. Invece, lo strumento SuperCam del rover, in grado di rivelare la composizione chimica delle rocce sparando un raggio laser, ha svelato che si trattava di rocce magmatiche, che si formano in seguito all’attività vulcanica.
Queste rocce hanno preservato la testimonianza dell’attività dell’acqua, con cui sono entrate in contatto almeno tre volte. Nel primo ‘ncontro si trattò di acque sotterranee ricche di anidride carbonica, nel secondo a raggiungere le rocce fu probabilmente l’acqua del lago che occupava il cratere, e il terzo episodio vide protagoniste acque idrotermali riscaldate. “Se c’è una cosa che ho imparato dopo dieci anni di lavoro con i rover marziani – commenta Bedford – è che Marte ti riserva continuamente delle sorprese”.
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