Trump aspetta Xi sulla pista, la prima visita ufficiale da 11 anni – Notizie – Ansa.it


Una scena impensabile fino a poco tempo fa: il presidente Donald Trump in attesa sulla pista della Joint Base Andrews per accogliere l’omologo cinese Xi Jinping, il leader di un Paese che gran parte dell’apparato di sicurezza nazionale americano considera il suo principale avversario strategico. La missione di tre giorni di Xi negli Stati Uniti è la prima dal 2015, quando alla Casa Bianca c’era Barack Obama, e la sua prima apparizione sul suolo americano dal 2023, dall’Apec del 2023 di San Francisco, inquadrata come “visita di Stato”, secondo i desiderata di Pechino.

Nella filosofia mandarina la forma è sostanza: il più alto livello di cerimoniale diplomatico assegnato al viaggio di Xi comporta tra l’altro le guardie d’onore, la salva di 21 colpi di cannone, un benvenuto formale sul prato sud della Casa Bianca e l’inedito sorvolo di B-2 e F-22. Con malumori bipartisan: “L’ospite è un dittatore brutale, oppressivo e non eletto, che mira a dominare i Paesi vicini e il cui enorme arsenale militare è puntato contro gli Stati Uniti”, ha attaccato Roger Wicker, presidente repubblicano della Commissione Forze armate del Senato.

Trump, con un trattamento da tappeto rosso in risposta a quello di maggio che Xi gli ha riservato a Pechino, vuole puntare sulle relazioni personali, mentre il Dragone spera che la missione dia l’immagine di un presidente ormai accolto alla pari. Così, nell’imminenza dello sbarco di Xi e della first lady Peng Lyyuan, l’ambasciatore cinese negli Usa, Xie Feng, ha indicato i quattro temi che Pechino si aspetta che Trump eviti nei colloqui: “La sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina non possono essere violati, e quattro linee rosse – la questione di Taiwan, la democrazia e i diritti umani, i percorsi e i sistemi di sviluppo, e il diritto allo sviluppo – non possono essere messe in discussione”, ha scritto Xie in un editoriale sul Quotidiano del Popolo, la ‘voce’ del Pcc.

I colloqui tra leader alla Casa Bianca si concentreranno sui legami tra Usa e Cina, in bilico tra la continua corsa ad armamenti, intelligenza artificiale, dispute commerciali sulle terre rare e microchip, la guerra ancora latente in Iran e la perenne situazione di stallo su Taiwan, su cui Xi chiederà lo stop alla vendita di armi Usa. È improbabile chi si facciano grandi progressi. Sul piano politico, Trump deve affrontare i peggiori indici di gradimento del suo mandato e la prospettiva che i repubblicani possano perdere il controllo del Congresso alle midterm. Anche Xi ha i suoi problemi: il crollo del settore immobiliare nel 2021 continua a minare la fiducia di imprese e spesa dei consumatori, contribuendo alla spirale deflazionistica, mentre l’economia è terribilmente esposta sull’export.

“I cinesi stanno già iniziando a guardare oltre Trump e a concentrarsi su ciò che accadrà negli Stati Uniti”, ha notato Ryan Hass, del Brookings Institution, secondo cui il vertice è un mezzo “per sostenere e prolungare un periodo di fragile calma”. Dopo il bilaterale in programma la cena con i colossi di Big tech e Wall Street, tra cui Tim Cook (Apple), Jensen Huang (Nvidia), Sam Altman (OpenAI), Sundar Pichai (Google), Elon Musk (Tesla e SpaceX), Jane Fraser (Citigroup) e Jeff Bezos (Amazon). Incerta la presenza per la parte cinese, tra le indiscrezioni sui forti disaccordi tra le parti sul nodo degli investimenti. 

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