Le carte su Ustica, la Procura deposita la nota della Francia – Notizie – Ansa.it


Mercoledì mattina, davanti al gip di piazzale Clodio, la Procura di Roma ritirerà la richiesta di archiviazione del procedimento sulla strage di Ustica chiedendo di potere proseguire le indagini.

A farlo sarà il procuratore capo, Francesco Lo Voi, in apertura di udienza. Il capo dei pm capitolini, contestualmente depositerà la nota inviata il 21 settembre dall’ambasciata francese alla Farnesina in cui annuncia la disponibilità di Parigi a trasmettere tutta la documentazione in loro possesso relativa a quanto avvenuto la sera del 27 giugno del 1980, quando morirono 81 persone che erano a bordo di un Dc-9 della compagnia Itavia.

Una svolta improvvisa, arrivata alla vigilia dell’udienza, che per gli inquirenti rappresenta una sorta di spartiacque dopo decenni di tentativi di arrivare ad una verità giudiziaria sulla strage. Parigi è pronta a fornire una serie di documenti militari relativi a quelle ore. I pm di piazzale Clodio depositeranno l’incartamento dove sono presenti atti che vanno dal 1981 al 1994 e che fanno riferimento anche a vecchie rogatorie partite da Roma. Fonti diplomatiche transalpine affermano che “la Francia ha fornito gli elementi a sua disposizione ogni volta che è stata sollecitata su questa tragedia’ e ‘in particolare nel quadro delle inchieste condotte dalla giustizia italiana e delle richieste di informazioni inviate alla Francia. Restiamo ovviamente disponibili a proseguire la nostra piena cooperazione con l’Italia su questo dossier’, assicurano.

 

 

‘Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “la disponibilità della Francia a collaborare è un fatto molto importante. E’ giusto che si scopra la verità su quella tragedia che ha portato alla morte di tantissimi cittadini: vogliamo sapere la verità, il governo non si ferma. Noi vogliamo sempre stare dalla parte dei nostri concittadini”. Dal canto suo il presidente emerito della Corte costituzionale, Giuliano Amato, ricordando l’intervista in cui affermò “che la tesi più accreditata, per i dubbi che i francesi avevano lasciato su alcuni aspetti che li riguardavano, era quella del missile francese”, non legge “nella collaborazione che finalmente offrono i francesi un’ammissione di colpa: leggo casomai un desiderio di sgombrare quei dubbi. Allora potrei dire, andando al di là della stessa vanità personale: ‘Mi hanno dato retta, si sono decisi'”. Per Alessandro Gamberini, avvocato dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, fino ad ora “avevamo avuto delle risposte che erano smaccatamente menzognere o ostruzionistiche.

La Francia poteva avere molti motivi per entrare in questa battaglia aerea che noi riteniamo sia dimostrata da molti elementi che si svolse attorno al DC 9. Con tutta la fiducia in questa iniziativa francese voglio evitare di coltivare illusioni. Cioè dico guardiamo la documentazione”. Le autorità francesi si dicono, inoltre, disponibili ad assecondare ulteriori richieste che arrivassero dall’Italia sul caso. La magistratura italiana attende notizie dalla Francia dal 1990 dopo le tantissime rogatorie inviate a Parigi e rimaste sostanzialmente inevase. Tra i vari atti sollecitati anche le registrazioni radar dell’area di caduta del DC-9, le posizioni delle portaerei ‘Clemenceau’ e ‘Foch’, i piani di volo dei caccia francesi diretti in Libia e la misteriosa traccia ‘amica’ denominata ‘LL004’, rilevata dal radar di Poggio Ballone, in provincia di Grosseto, all’altezza della base corsa dell’Armée de l’air a Solenzara. Nel 1996 fu chiesto alla Francia di individuare altri velivoli all’origine di tre tracce radar, il cui ruolo non fu mai chiarito.

 

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