I colori sfumati dell’alba a far da cornice a un’ampia veduta di Roma, con l’antico Ponte Emilio che sovrasta il Tevere, e intorno la zona fluviale di Ripa Grande e l’Ospizio di San Michele, e poi, più lontano, il profilo accennato ma perfetto di alcuni dei luoghi simbolo della città, dalla Basilica di San Pietro al Foro Romano fino al Colosseo, in una luce soffusa che quasi commuove e cattura lo sguardo.
Arriva per la prima volta nella Città Eterna, proprio dove era stato concepito quasi 200 anni fa, l’affascinante “Rome, from Mount Aventine” (1836), tela annoverata tra le massime espressioni della tarda produzione di J.M.W. Turner, che il prossimo 9 dicembre a Londra Sotheby’s offrirà all’asta con una stima da far girare la testa, addirittura nell’ordine di 50 milioni di sterline.
Il capolavoro, esposto dal 29 settembre fino al 1 ottobre nelle sale barocche di Palazzo Rondinini, diventerà l’opera d’arte di maggior valore mai esposta in Italia da una casa d’aste. La tela, quasi un unicum anche per il suo eccezionale stato di conservazione (visibili in modo nitido le impronte digitali di Turner, i passaggi della spatola e anche i peli del pennello intrappolati nella pittura), ha già stabilito un record, tuttora imbattuto: presentato all’asta da Sotheby’s nel 2014, raggiunse infatti in quell’occasione la cifra monstre di 30,3 milioni di sterline (47,6 milioni di dollari) e ora, chissà, potrebbe superarla.
“Ci aspettiamo offerte attorno ai 50 milioni di sterline”, spiega all’ANSA Lorenzo Rebecchini, amministratore delegato di Sotheby’s Italia, “ma vista l’eccezionalità del dipinto anche per il suo stato di conservazione speriamo in offerte più alte”.
La storia di “Rome, from Mount Aventine” inizia quando Hugh Andrew Johnstone Munro of Novar, artista dilettante e amico di Turner, commissionò al pittore inglese una veduta di Roma. Da sempre grande appassionato della città, Turner per dipingere l’opera realizzò ben 5 studi preparatori (in due soggiorni a Roma nel 1828 e nel 1829), che però riportò sulla tela sublimando la precisione dei dettagli con una straordinaria sensibilità poetica.
Ed è proprio la maestria tecnica unita all’uso evocativo del colore e della luce (il pittore applicò alla pittura a olio le tecniche proprie dell’acquerello) e alla percezione dello spazio ciò che rende quest’opera un autentico capolavoro, oltre a una serie di altre peculiarità. “Si tratta di uno dei pochissimi lavori di Turner ancora in mani private, quindi questa è una delle ultime opportunità di acquisto. Inoltre lo stato di conservazione della superficie è perfetto e questo ci dà l’occasione di poter comprendere la qualità della sua pittura e come essa appariva ai suoi contemporanei. Sono evidenti l’uso straordinario della luce e il senso di profondità, il colore ricco e pastoso, la perfezione delle architetture e del fiume”, dice all’ANSA Julian Gascoigne, Senior Specialist, British Paintings, Sotheby’s London.
“Turner, considerato il primo pittore moderno, aveva lavorato a dipinti con Roma come soggetto anche prima di visitarla, ma la città è stata per lui fonte di ispirazione per tutta la vita. Questo tuttavia è l’unico dipinto di Turner in cui Roma si mostra per come era allora, dal punto di vista topografico. È un ritratto, in altri lavori il paesaggio aveva anche elementi fantastici”. Una volta terminata, l’opera fu esposta alla Royal Academy nel 1836, balzando subito all’attenzione e divenendo uno dei dipinti più discussi dell’esposizione. Successivamente Archibald Primrose, V conte di Rosebery e futuro primo ministro britannico, acquistò la tela da Munro per 6.142 sterline, scegliendola come dono di nozze per celebrare le nozze con Hannah de Rothschild, all’epoca la donna più ricca del Paese.
Da allora la veduta ha cambiato proprietario solo una volta: quando fu battuta all’asta nel 2014 proveniva direttamente dai Rosebery. Oggi questo gioiello si mostra nella sua intatta bellezza, ancora nella cornice originale e senza mai esser stato rintelato né sottoposto a restauro. In merito al futuro acquirente dell’opera, bisognerà attendere l’asta di dicembre: “Sarebbe bello che fosse acquistata da un museo italiano”, aggiunge Gascoigne, “ma l’asta è aperta a tutti, ci aspettiamo l’attenzione di privati e grandi istituzioni internazionali”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
