L’esecuzione della pena capitale nei confronti di Christa Pike in Tennessee “è fallita” e la condannata è stata portata in ospedale per ricevere le cure. Lo rendono noto i suoi avvocati. In una nota ufficiale, i legali segnalano la “difficoltà di accesso alle vene, vene rotte, Pentobarbital degradato e assenza di assistenza medica di emergenza”. Anche alcuni testimoni sentiti dai media americani avevano riferito dell’episodio, spiegando che Christa Pike continuava a respirare anche dopo l’iniezione letale.
La Corte suprema aveva dato luce verde all’esecuzione dopo che un tribunale federale aveva ordinato di sospendere in extremis l’iniezione letale per esaminare possibili circostanze attenuanti non prese in considerazione all’epoca del processo a metà anni Novanta.
Christa Pike è stata condannata alla pena capitale per l’uccisione di una coetanea quando aveva 18 anni.
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