Continuano le proteste studentesche in Francia: 100 le scuole chiuse, bloccati anche 25 campus universitari – Liveblog – Notizie – Ansa.it


IL PUNTO

Caos, violenze e oltre duemila fermi in tutta la Francia per le proteste degli studenti sfociate in vere e proprie rivolte con scuole date alle fiamme e scontri con la polizia.  

Video Protesta studentesca in Francia, licei chiusi e sorvegliati a Marsiglia

 

12:39

Salgono a 100 le scuole chiuse in Francia, già 150 i fermati

Sono già almeno 100 le scuole chiuse e 150 i fermi operati dalla polizia durante disordini registrati in varie città. La mobilitazione, anche se non globale come ieri, continua. Gli studenti chiedono migliori condizioni di insegnamento e più risorse per le scuole, e in molte situazioni a loro si uniscono elementi venuti dall’esterno delle scuole ed estremamente politicizzati. A Parigi, questa mattina, un’auto della polizia è stata bersaglio di lancio di sassi e oggetti nel XII arrondissement. Anche un tram è stato preso di mira e il parabrezza è andato in frantumi mentre stava circolando. La zona più “calda” della capitale è place de la Nation, dove alcuni giovani hanno incendiato cassonetti dei rifiuti. Situazione tesa anche a Lione, vicino al liceo Edouard-Herriot, con la polizia che ha lanciato gas lacrimogeni contro gruppi di manifestanti. L’Unione degli Studenti annuncia che anche 25 campus universitari sono stati bloccati per protesta.

11:09

Il ministro dell’Istruzione francese: ‘I nostri figli in strada sono in pericolo’

Appello del ministro dell’Istruzione, Edoaurd Geffray, ai genitori nel quadro delle proteste studentesche degenerate in violenze e devastazioni in Francia. Parlando a BFMTV, Geffray ha dichiarato che ”i genitori devono molto chiaramente mobilitarsi e dire ai loro figli di non andare”, tra blocchi e manifestazioni. ”Ora, ciò che conta, è fare in modo che i nostri figli non siano più in strada perché sono in pericolo”, ha avvertito il ministro che oggi riceverà a Parigi diverse associazioni studentesche e dei genitori.

Video Blocchi dei licei, ministro dell’Istruzione: ‘Si contano 40 presidi feriti”

 

11:04

La situazione degenera al Lycée Verlomme di Parigi

Caos e devastazioni questa mattina al Lycéè Roger Verlomme, nel quindicesimo arrondissement di Parigi, nel quadro delle proteste studentesche che infiammano la Francia a sette mesi dalle elezioni presidenziali del 2027. La situazione sul posto “è degenerata. Il portone dell’istituto è completamente carbonizzato e anche diverse biciclette sono andate bruciate. Un centinaio di studenti si trova davanti alla scuola, la maggior parte ancora sotto shock”, scrive il giornalista inviato per Le Figaro Etudiant, Romain Mercier, pubblicando su X una foto del portone carbonizzato della scuola. Secondo Le Figaro, il rogo sarebbe scoppiato in seguito al lancio di un razzo da mortaio per fuochi d’artificio contro il portone del liceo, ma le circostanze di quanto accaduto restano poco chiare. Sempre secondo il giornale, i pompieri sono rapidamente intervenuti per spegnere le fiamme e la situazione sembra tornata sotto controllo.

08:58

Proteste studentesche in Francia, feriti 65 dipendenti scolastici di cui 40 presidi

 Sono 40 i presidi rimasti feriti durante le proteste studentesche in Francia degenerate in violenze e devastazioni: è quanto riferito dal ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, intervistato stamattina da Bfmtv. “Tra i 65 dipendenti dell’Istruzione pubblica rimasti feriti, ci sono 40 presidi”, ha precisato il ministro.

08:45

Ministro della Giustizia: ‘I danni alle scuole li paghino i genitori’

Il Ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin ha chiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni causati dai figli durante le proteste con blocco dei licei, al fine di far loro “pagare le riparazioni”. Lo ha dichiarato ai microfoni di Rtl. Dall’inizio del movimento, circa 2.000 persone sono state poste in stato di fermo – “di cui il 90% minorenni” – mentre un terzo dei fermati è stato trattenuto per violenze contro le persone, ha precisato Gérald Darmanin.



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