Urne aperte in Brasile per le elezioni presidenziali e legislative 2026. Gli elettori potranno votare fino alle 17 ore locali (le 22 in Italia). Sono oltre 158 milioni le persone aventi diritto al voto, distribuite in 2.641 zone elettorali e 517.206 sezioni, in Brasile e all’estero. I seggi, aperti alle 8 ore locali (le 13 in Italia), sono allestiti in circa 95mila luoghi di votazione, generalmente scuole pubbliche.
“Oggi voltiamo pagina nella storia del Paese. Il popolo è sovrano e il risultato sarà rispettato: sono fiducioso. Ringrazio il popolo e la società brasiliana, compresi coloro che votano contro di noi: ciò che conta è mobilitarsi a sostegno della democrazia. Faccio appello agli over 70 affinché vadano a votare, pensando ai propri nipoti”. Lo ha detto Luiz Inácio Lula da Silva dopo aver votato nel seggio della scuola statale João Firmino, nel quartiere di Assunção, a São Bernardo do Campo, a 40 minuti dal centro di San Paolo. “Il dado è tratto – ha aggiunto – e vediamo che tipo di Brasile ha scelto il popolo”. Il presidente era accompagnato dal vicepresidente Geraldo Alckmin, dai candidati Marina Silva e Simone Tebet e dal’ex ministro delle finanze e candidato a governatore di Sao Paulo Fernando Haddad.
“È una giornata gloriosa per il Brasile. Ciò che è in gioco è un progetto: il popolo dovrà scegliere tra il rafforzamento della democrazia e la barbarie. Tra sviluppo e arretratezza. Tra crescita economica e regressione”. ha aggiunto. “Ho grande fiducia nel governo che abbiamo realizzato e nel lavoro svolto durante la campagna elettorale. Sono certo che vinceremo le elezioni. Ho fiducia nel governo che abbiamo costruito; abbiamo fatto molto, ma dobbiamo fare ancora di più. Ci vorrà molto tempo per rimettere in sesto questo Paese. Abbiamo tenuto sotto controllo l’inflazione e aumentato il salario minimo. C’è ancora molto da fare. Il Brasile non progredirà vendendo armi, con le milizie o con quell’orgia che si sta consumando attorno alla villa del Banco Master. La partita è aperta, lo scopriremo alle 17:00; tutto dipende dal popolo”.
Pochi minuti dopo l’apertura dei seggi, alle 8 ora locale, votava a Rio il candidato di destra alla presidenza del Brasile, Flavio Bolsonaro del Partito liberale (Pl). Uscendo dal seggio, il senatore ha invitato i brasiliani a recarsi alle urne il prima possibile e ha attaccato il governo del presidente uscente, Lula.
“Spero che i brasiliani mettano fine a questa era di arretratezza”, ha dichiarato. “Il Brasile non può sopportare altri quattro anni così e l’unica alternativa è Flavio Bolsonaro”, ha aggiunto, affermando di essere pronto a guidare il Paese e a restituire alle famiglie la possibilità di guardare al futuro. A 45 anni, laureato in Giurisprudenza, è il figlio maggiore dell’ex presidente Jair Bolsonaro, oggi detenuto per una condanna a 27 anni e 3 mesi per tentato colpo di stato. Flavio, ha iniziato la carriera politica a 21 anni, ricoprendo quattro mandati da deputato nell’assemblea legislativa dello stato di Rio de Janeiro. Nel 2016 si è candidato senza successo alla carica di sindaco della città. Nel 2018 è stato eletto senatore con oltre quattro milioni di voti. Il mandato parlamentare scade alla fine di questa legislatura.
Oltre al presidente della Repubblica, saranno eletti 27 governatori degli Stati, 513 deputati federali, 54 senatori su un totale di 81 e 1.059 deputati delle assemblee legislative statali e distrettuali. Per l’elezione del presidente e dei governatori è previsto un eventuale secondo turno tra i due candidati più votati, qualora nessuno ottenga oltre il 50% dei voti validi al primo turno.
L’astensione è solitamente contenuta, poiché in Brasile il voto è obbligatorio e chi non si presenta alle urne deve giustificare l’assenza o pagare una multa. La partecipazione è invece facoltativa per i giovani di 16 e 17 anni, gli analfabeti e le persone con più di 70 anni. L’impiego delle urne elettroniche consente uno scrutinio rapido: i risultati definitivi sono attesi entro poche ore dalla chiusura dei seggi.
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