I cadaveri semicarbonizzati, ancora avviluppati dalle fiamme sull’asfalto della strada, tutt’intorno detriti e devastazione, le reti anti-drone sventrate, un minibus mangiato dall’incendio fino a trasformarsi in uno scheletro di ferro fuso. E’ l’agghiacciante sequenza dell’ultimo massacro in Ucraina: a Kramatorsk un missile russo ha centrato un minibus zeppo di passeggeri, 33 i morti e 18 i feriti alcuni gravi. Le reti metalliche piazzate sulla strada non hanno impedito alla bomba guidata di colpire il mezzo, incendiandone un altro nei pressi.
Kramatorsk
Una strage alla vigilia dell’incontro dei negoziatori ucraini con Steve Witkoff e Jared Kushner a Miami per discutere di “nuove idee e proposte” che gli Stati Uniti hanno iniziato a mettere a punto “con i russi e gli ucraini durante la loro visita”. Secondo Axios gli Stati Uniti all’incontro hanno invitato anche i consiglieri alla sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia, Germania, e funzionari della Nato e dell’Ue: un apparente passo verso un piu’ ampio coinvolgimento da parte americana del vecchio continente. L’attacco a Kramatorsk è stato definito dall’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, “terrificante”. Il funzionario Onu si è detto sconvolto per questa offensiva contro i civili. Mentre un portavoce della Commissione europea ha ricordato che “gli attacchi intenzionali contro i civili e gli obiettivi non militari costituiscono crimini di guerra” e che “tutti gli autori e i complici di queste violazioni del diritto internazionale umanitario saranno chiamati a rispondere delle loro azioni”.
Video Kiev, ‘salgono a 33 i morti a Kramatorsk, sospeso il trasporto pubblico’
Le autorità militari locali, convinte che Mosca prenda deliberatamente di mira gli autobus perché “sono obiettivi interessanti per loro, possono massimizzare le vittime”, hanno ordinato lo stop al trasporto pubblico sia a Kramatorsk che nella vicina Sloviansk, i centri urbani che formano la cintura di sicurezza che assicura agli ucraini il controllo delle ultime due roccaforti nel nord del Donetsk oramai quasi tutto in mani russe ma dove si combatte ancora. Altri tre morti si contano nell’attacco in un villaggio nei pressi della città, assediata senza successo da mesi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha promesso che l’attacco contro il minibus “non rimarrà senza risposta”.
Kramatorsk
Nulla sembra poter fermare la mattanza nel Paese: nel mirino dei droni e missili di Mosca è finita come accade oramai quotidianamente anche la capitale Kiev, dove è stato colpito un edificio residenziale, 4 i morti e una ventina i feriti, mentre nella regione di Dnipropetrovsk gli uccisi nei raid missilistici sono due. La popolazione è stremata e il Paese diviso, un nuovo sondaggio conferma che l’opinione pubblica vorrebbe negoziati di pace, secondo il 50% degli ultimi intervistati un accordo è più importante della vittoria mentre il 41% dice assolutamente di no. Un nuovo spiraglio si potrebbe aprire dagli incontri annunciati tra i negoziatori ucraini e americani, in programma nei prossimi due giorni negli Usa. Ma alla vigilia, il leader di Kiev è sembrato stizzito dalle dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio, convinto che ora ci sia “uno stallo strategico”, con il rischio di un’escalation che finisca “per coinvolgere altri Paesi e forse trasformarsi in un conflitto più ampio”. Zelensky ha risposto secco che “non si può, da un lato, negoziare con i russi su futuri progetti economici e, dall’ altro, affermare di aver raggiunto una sorta di stallo”. “Bloccate l’intera economia russa, non alimentatela con le vostre vendite”, ha concluso sferzante, tornando a chiedere il permesso all’uso di Starlink sul territorio russo perché “con il controllo dei cieli” Putin “si siederà al tavolo dei negoziati”
Kramatorsk
Mentre piovevano le bombe a Kramatorsk, il leader ucraino era in visita a Pryluky, teatro nelle scorse ore di un attacco russo che ha colpito un palazzo residenziale uccidendo almeno 22 persone. Accanto a lui Ed Miliband, ministro degli Esteri britannico, convinto che la Russia stia cercando di “vincere la guerra “terrorizzando i civili”. Tesi rilanciata nelle stesse ore dal londinese Telegraph: lo zar del Cremlino Vladimir Putin “ha incaricato il generale Serghei Surovikin di continuare a colpire le arterie strategiche ucraine, a cominciare dai ponti di Kiev” nel tentativo, denunciato già dagli 007 di Zelensky, di isolare la capitale, che già appare spettrale. Surovikin, soprannominato ‘Armageddon’ per i modi violenti anche coi subordinati, si è ‘conquistato’ il nuovo titolo di ‘massacratore di Aleppo’ per non aver avuto nessuna pietà in Siria a fianco dei governativi del deposto Assad. Altro segnale che dimostra come l’escalation delle ultime settimane non sia altro che l’ennesimo atto della violenta rappresaglia russa annunciata da Putin dopo i costanti attacchi ucraini in Russia che non risparmiano Mosca.
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