Donald vuole ribattezzare un oceano con il suo nome – Notizie – Ansa.it


Donald Trump vuole un oceano con il suo nome. Dopo il Golfo e il lago d’America, il presidente ‘imperialista’ guarda al Pacifico o all’Atlantico. “Dovremmo prendercelo prima” della fine del mandato, ha detto sorridente nel corso di un comizio a Clarksville, in Tennessee, ammettendo che vorrebbe anche un fiume, ma ancora non sa quale. “Non cambierò nome all’Hudson”, il fiume che scorre a New York, “e non cambierò quello del Mississippi”, ha quindi assicurato.

Non è la prima volta che Trump evoca l’idea di cambiare il nome a un oceano affinché diventi “di Trump o d’America”. Così come non sono nuove le sue mire espansionistiche. All’inizio del mandato aveva puntato il Canada, che voleva rendere il 51mo stato americano, scatenando la dura reazione dei canadesi. Poi ha messo gli occhi sulla Groenlandia, rivendicandola per “motivi di sicurezza nazionale”. Per l’isola più grande del mondo, cruciale per l’Artico, Trump è riuscito a spuntare un accordo con Copenaghen e Nuuk sulla sicurezza. “Costruiremo due basi militari di grande importanza”, ha detto festeggiando la firma dell’intesa.

Di recente il commander-in-chief ha messo nel mirino anche il Medio Oriente nell’ambito della guerra in Iran. Lo Stretto di Hormuz è “territorio americano”, ha ripetuto più volte nelle ultime settimane, pubblicando immagini del cruciale passaggio con la scritta “territorio Usa” o “stretto di Trump”. L’ultimo affondo lo ha fatto in casa, proponendo di cambiare il nome dello stato del New Mexico in New America, abbandonando così il riferimento al vicino da tempo criticato per i mancati controlli sui migranti e sulla droga in ingresso negli Stati Uniti. Le autorità locali hanno fatto muro contro la sua proposta, ricordando come il nome New Mexico è scritto nell’articolo 1 della costituzione statale e quindi può essere cambiato solo se l’iniziativa è dello Stato. 
   

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