Parte sprint per il Btp Valore, la cedola trimestrale tradizionale piace di più – Risparmio e Investimenti – Ansa.it


Il risparmio delle famiglie torna protagonista del mercato dei titoli di Stato. Ha infatti aperto oggi il collocamento di una nuova emissione del Btp Valore, con una novità importante: per la prima volta l’offerta si sdoppia e affianca alla formula tradizionale con cedole trimestrali un nuovo strumento, il Btp Valore Insieme, che permette l’intero riscatto solo a scadenza. Ma nel primo giorno di collocamento gli italiani sembrano avere pochi dubbi: la stragrande maggioranza dei risparmiatori preferisce mettersi gli interessi in tasca un po’ alla volta rispetto a chi opta invece per la promessa di un incasso più consistente ma dopo qualche anno. È questa, almeno per il momento, la fotografia che arriva dal debutto dei nuovi Btp Valore. I numeri raccontano una partenza sostenuta per entrambe le emissioni, ma con una netta differenza tra le due formule. Il Btp Valore classico totalizza più di 103mila contratti per 3,4 miliardi di euro, contro gli 1,18 miliardi con oltre 45mila contatti del nuovo titolo.

A fine giornata il primo raccoglie quindi 3 volte i capitali del secondo, confermando il vantaggio già emerso nelle prime ore del lancio. Nelle casse dello stato vanno quindi 4,6 miliardi di euro ma il periodo di collocamento si estende comunque fino al 23 ottobre alle ore 13, salvo chiusura anticipata. I tassi definitivi potranno essere confermati o aumentati alla chiusura dell’offerta. La novità di quest’ultima emissione è proprio la possibilità di scegliere tra due modi diversi di incassare gli interessi.

Entrambi i titoli hanno la durata di 5 anni ma da una parte c’è il Btp Valore tradizionale, che paga cedole trimestrali crescenti, con tassi minimi annui garantiti del 3,7% per il primo e il secondo anno, del 4,1% per il terzo e il quarto e del 4,7% per l’ultimo anno. Dall’altra il Btp Valore Insieme, che rinuncia invece agli accrediti periodici e concentra la remunerazione alla scadenza, in un’unica maxi-cedola del 22,5% del capitale nominale, oltre al rimborso del capitale investito. L’obiettivo della doppia emissione del Tesoro è intercettare due esigenze diverse: il risparmiatore che cerca un’entrata periodica da utilizzare nel corso degli anni e chi, invece, preferisce accumulare rendimento per ricevere tutto alla fine. La differenza può sembrare soltanto una questione di tempi, ma per chi investe i risparmi di famiglia è un elemento importante.

Nel caso del titolo tradizionale, gli interessi che arrivano ogni tre mesi possono essere utilizzati per integrare le entrate, sostenere alcune spese oppure essere messi nuovamente da parte. In un periodo in cui molte famiglie cercano di difendere il potere d’acquisto e di gestire con attenzione il bilancio domestico, la disponibilità periodica di denaro può rappresentare un vantaggio pratico. La cedola trimestrale offre anche una maggiore flessibilità nell’utilizzo dei proventi e chi non ha bisogno di spendere gli interessi può, per esempio, reinvestirli in altri strumenti finanziari, valutando di volta in volta le condizioni offerte dal mercato.

La formula Insieme può invece essere presa in considerazione da chi ha già un obiettivo finanziario per il futuro e non prevede di utilizzare gli interessi nel frattempo. Potrebbe trattarsi, per esempio, di una somma da destinare a una spesa programmata o da aggiungere ai risparmi accumulati nel corso degli anni. Prima di scegliere tra i due titoli i risparmiatori devono comunque guardare anche al rendimento effettivo, alle imposte e alle alternative disponibili. Gli interessi dei titoli di stato italiani sono tassati al 12,5%, ma il risultato finale dipende anche da come vengono utilizzate le cedole e dal tempo per cui il denaro resta investito. Per quanto il primo round vada al Btp Valore tradizionale, la partita è comunque ancora aperta. Fino a venerdì il Tesoro resterà infatti sul mercato e le sottoscrizioni potranno cambiare gli equilibri del debutto.

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