“L’Ue, nella sua forma attuale, necessita di riforme radicali: così com’è strutturata ci sta privando sia del nostro benessere materiale che di quello immateriale. Stiamo subendo una clamorosa perdita di potere d’acquisto, un’inflazione galoppante e continuiamo ad avere frontiere aperte. Siamo sotto una sorta di assedio: abbiamo visto i disordini in Francia, ma anche in Italia e in Germania – dove sono state annunciate ulteriori sommosse, principalmente da parte di ambienti legati alla sinistra e ai contesti migratori”. Lo ha detto la leader di Alternative für Deutschland, Alice Weidel, in conferenza stampa al Parlamento Ue a Strasburgo.
E ha aggiunto: “La protezione dei confini è una prerogativa degli Stati sovrani. Se l’Unione europea non è in grado di tutelare le nostre frontiere esterne, allora spetta ai singoli Stati sovrani proteggere i propri confini nazionali. Se l’accordo di Schengen non funziona più, dobbiamo uscirne e provvedere autonomamente alla difesa delle nostre frontiere”.
“Il partito Alternative für Deutschland sostiene proprio questa visione: se l’Europa fallisce nei compiti fondamentali sanciti dai trattati, dovremmo avere il diritto di porre il veto e di chiamarci fuori da questo caos, da questa situazione disordinata – ha rimarcato -. Non è questo ciò che l’Europa dovrebbe rappresentare. Non vogliamo che gli europei perdano la propria casa e la propria identità a causa di persone provenienti dall’estero che intendono portare scompiglio nei nostri Paesi: costoro non devono essere i benvenuti; devono essere trattenuti e, successivamente, espulsi”, ha tuonato la leader tedesca.
“Vogliamo una riforma dei trattati europei. Esiste un divieto di salvataggio finanziario – il cosiddetto ‘bailout’ – che impedisce a un Paese di finanziare un altro Stato; una norma prevista dai trattati, ma che viene violata da oltre 10 o 15 anni. Allo stesso modo, vige il divieto per la Banca Centrale Europea di finanziare il debito pubblico degli Stati: eppure, cosa sta facendo la Bce se non finanziare il debito pubblico? Dobbiamo tornare al rispetto dei trattati: ogni Paese, così come le istituzioni stesse, deve attenersi alle regole stabilite; in caso contrario, è inevitabile che si crei il caos”, ha aggiunto.
“La sussidiarietà, la responsabilità e la sovranità. Questi costituiscono, per noi, i tre pilastri fondamentali” per riformare l’Unione europea. “Non vogliamo che lo Stato o la Commissione Europea – che non è eletta – interferiscano nella vostra sfera privata. Dunque, il processo decisionale deve avvenire al livello più vicino al cittadino: questo è il principio di sussidiarietà”, spiega.
“L’Unione Europea non appare più come un insieme di Stati sovrani; eppure, all’interno di tali Stati, esistono governi nazionali e parlamenti composti da rappresentanti eletti dai cittadini. Pertanto, le decisioni a livello sovrano dovrebbero essere prese nei parlamenti nazionali, non qui”, aggiunge la leader di estrema destra. “Da un lato abbiamo una Commissione che non è eletta, ma che detiene il potere di iniziativa legislativa – una prerogativa che, di norma, spetta ai parlamenti”, rimarca.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
