A quanto si apprende, il ministero dell’Interno ha avviato un’azione a tappeto per l’identificazione di quanti stanno attuando “in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania”. Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo.
Identificazioni sono avvenute nel casertano dove sono stati rimossi i presidi nelle autostrade, mentre all’interno, in particolare nelle aree industriali e nelle zone interportuali, i presidi permangono.
Vincenzo Parisi, rappresentante degli autotrasportatori, conferma che “sono stati liberati i presidi di Caserta e Salerno (Mercato San Severino), per permettere il ripristino della normale circolazione sulle autostrade. Ma camion insieme ai trattori si sono spostati allo svincolo di Pontecagnano (autostrada Salerno-Reggio Calabria)”.
Inoltre, il Viminale questa notte ha disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, garantendo il regolare svolgimento di molte attività di carico e scarico. In serata il ministro Piantedosi ha convocato una riunione in collegamento con prefetti e questori delle province interessate anche al fine di sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali.
L’annuncio dell’avvio delle identificazioni era stato fatto dal ministro del made in Italy Adolfo Urso durante il question time alla Camera: “Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”, ha detto.
“Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa – ha aggiunto Urso -. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il paese dopo la riapertura del dialogo considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno, e ovviamente dai consumatori”.
“Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell’autotrasporto: la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore”. Lo dichiarano in una nota congiunta i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi.
“Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo – dicono – , ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti“. Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, “il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari – sottolineano Leccese e Manfredi – con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano”.
L’emergenza, sottolineano, “rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre più pesanti”. “Auspichiamo che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni che consentano di ripristinare la regolare circolazione delle merci e garantire la continuità dei servizi essenziali. Comprendiamo – concludono – le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Al contempo non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. È il momento che tutte le istituzioni facciano fronte comune, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità, prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città”.
I fondi per l’autotrasporto verranno “già erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge, in cui verranno incluse tutte le misure su cui noi ci siamo impegnati”, ha detto il viceministro al Mit, Edoardo Rixi, a margine dell’11/esimo Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio, lanciando poi un appello a chi protesta.
“Richiediamo, ovviamente, di smobilitare i blocchi perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree del paese, temiamo anche infiltrazioni di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l’autotrasporto”, ha aggiunto il viceministro, sottolineando che “se uno è fuori dalla legge, a un certo punto la legge va rispettata, siamo in un paese civile ancora e continueremo a essere in un paese civile”.
Anche secondo il vicepremier Antonio Tajani, al forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, “le giuste rivendicazioni, le giuste manifestazioni per sollecitare interventi da parte del settore dell’autotrasporto non debbono però trasformarsi in un danno per i produttori e per i consumatori”.
Un appello è arrivato anche dall’unione industriali di Napoli, delle altre quattro provincia della Campania e di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani. “La vertenza degli autotrasportatori – si legge in una nota – richiede risposte immediate. L’attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti. Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese, già rilevanti, diventeranno insostenibili. Il blocco danneggia l’economia di Campania, Puglia e dell’intero Mezzogiorno, compromettendo inoltre l’erogazione di servizi pubblici essenziali. È il momento di dimostrare senso di responsabilità da parte di tutti gli interlocutori”.
Rocco Colacchio, presidente di Confindustria Vibo Valentia segnala il rischio di uno stop alla produzione nel giro di uno o due giorni per diverse imprese del settore. “Siamo in una situazione limite – ha detto – fra 24 e 48 ore molte aziende saranno costrette a chiudere la produzione. Marchi storici e simbolo del nostro territorio come Callipo, Caffo, Monardo e realtà della filiera ortofrutticola come l’azienda Santa Croce della Cipolla sono completamente bloccati. La produzione è ferma e non sappiamo più come gestire i dipendenti e i turni di lavoro”.
Intanto a causa della protesta degli autotrasportatori gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei. A Lamezia Terme non si registrano problemi e le operazioni procedono regolarmente. E’ quanto viene comunicato da Enav in un Notam, cioè nell’avviso ufficiale che informa piloti e personale di volo.
Il testo porta l’indicazione che ” piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l’aeroporto di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive”.
In Calabria il fermo dell’autotrasporto, con presidi nelle varie provincie della Regione, ha anche pesanti ripercussioni sulla distribuzione di generi alimentari, con prodotti deperibili, carne, frutta, latte fresco, acqua minerale, assenti dagli scaffali dei supermercati.
Fedralog ha annunciato che lo stop proseguirà fino al 27 ottobre “quando il ministro Salvini dovrà comunicarci quali soluzioni o impegni intende intraprendere per il settore dell’autotrasporto”. Problemi ci sono anche per le imprese che cominciano a segnalare la difficoltà di essere rifornite delle materie prime necessarie alle lavorazioni e nella consegna dei prodotti finiti.
Intanto, a causa della protesta, si registrano code e disagi sulle principali arterie autostradali in Campania. Alle ore 10.30 circa, a causa di una manifestazione che sta interessando la sede autostradale si registrano le seguenti code: in A1, 4km di coda nel tratto compreso tra Caserta Nord e il bivio con la A30 verso Napoli; in A1, 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma; in A30, 2 km di coda tra Maddaloni e il bivio con la A1 in direzione Caserta.
In Campania emergono diversi episodi di camionisti obbligati a fermarsi con metodi violenti, come il taglio degli pneumatici per costringerli ad aderire alla protesta, copertoni di camion al centro della carreggiata per fermare i tir. Dalle forze dell’ordine, in particolare tra le province di Caserta e Napoli, si apprende di numerosi casi di ruote degli autoarticolati tagliate per impedirne la partenza. E da Teano, dove c’è il casello dell’A1 bloccato dalla protesta, giunge la testimonianza di un operaio autista di un’azienda veneta di mobili, fermo da tre giorni nella vicina autogrill, strapiena.
A Napoli ore di attesa per fare il pieno, lunghe file davanti ai pochi distributori ancora riforniti e automobilisti costretti a spostarsi anche nei comuni limitrofi alla ricerca di benzina e gasolio. Da Mugnano a Pozzuoli, passando per via Giacomo Leopardi e Pianura, a Napoli e nell’area metropolitana il blocco degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a mostrare i suoi effetti sulla vita quotidiana.
Le code si concentrano davanti ai distributori che hanno ancora disponibilità, mentre la corsa al pieno contribuisce a esaurire più rapidamente le scorte. Difficoltà si registrano anche per i rifornimenti di Gpl.
Ma il rischio che le conseguenze del blocco vadano ben oltre i disagi per gli automobilisti e per i rifornimenti alimentari viene denunciato anche dall’associazione sanitaria “Nessuno Tocchi Ippocrate”: “Senza carburante si ferma tutto il trasporto su ruote, anche quello dei pazienti. C’è chi deve essere trasportato nei centri dialisi, ci sono i trasporti secondari come quelli dei pazienti da ospedale a ospedale, elicotteri e 118”, denuncia l’associazione.
Video Protesta autotrasportatori, sull’A1 chiuso il nodo con A30 Caserta-Salerno
Nuova protesta degli autotrasportatori questa mattina anche Campobasso. Un imponente corteo di mezzi pesanti e trattori è entrato in città poco prima delle 10 da Porta Napoli scortato dalle forze dell’ordine. La manifestazione, partita dall’area industriale di Campochiaro, ha come slogan “Insieme per il nostro futuro”. La manifestazione ha creato rallentamenti nel traffico del centro cittadino.
A Palermo è stato tolto il blocco degli autotrasportatori in via Oreto all’innesto dell’autostrada ma permane quello davanti all’ingresso del porto, al molo Santa Lucia, dove ci sono una ventina di tir posteggiati in strada. I blocchi, di trasportatori per lo più aderenti all’Aias, continuano anche a Tremestieri a Messina Sud e al casello di San Gregorio, la barriera autostradale che dal capoluogo etneo consente l’accesso all’autostrada A18 Catania-Messina.
L’azienda calabrese con 400 dipendenti: ‘Domani ci fermiamo se non finisce la protesta’
“Se domani la situazione non si sblocca ci fermiamo”. Lo dice all’ANSA, sugli effetti del blocco dell’autotrasporto in Calabria, Gloria Tenuta presidente e Amministratrice delegata di Gias (Gruppo industriale alimentari surgelati) di Mongrassano (Cosenza), eccellenza dell’agroalimentare calabrese specializzata nella produzione di alimenti surgelati – con un fatturato di oltre 70 milioni di euro e 400 dipendenti tra fissi e stagionali – che da domani fermerà le linee produttive per la mancanza gli approvvigionamenti di materia prima. “Su 400 dipendenti l’interruzione lascerà a casa tra i 200 e i 300 lavoratori” spiega.
Le associazioni dell’autotrasporto iscritte all’Albo: ‘Il governo intervenga per fermare i blocchi’
Le associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese. “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione”, affermano Anita, Cna/Fita, Confartigianato trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna casartigiani, Confcooperative lavoro e servizi, Legacoop produzione e servizi, Unatras, Assotir
Nel Salernitano insalata gratis, ‘non la vendiamo’
Buste di insalata gratis a Battipaglia (Salerno), città della Piana del Sele, regno della quarta gamma. A regalarle agli automobilisti in transito alla grande rotonda in uscita dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria titolari e dipendenti di un’azienda agricola.
“Tanto non la vendiamo – dice uno di loro – aderiamo alla protesta, non ce la facciamo più”. Qualche disagio alla circolazione ma automobilisti perlopiù contenti di ricevere l’inatteso regalo, anche per perché scaffali dei supermercati sono ormai vuoti. Nel prato verde all’interno della rotonda sono parcheggiati diversi trattori ed è esposto uno manifesto di cartone con la scritta “dopo una vita intensa è venuta a mancare l’agricoltura”.
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