Proteste e battage sui social media, TikTok avvia una task force – Notizie – Ansa.it


Dopo la protesta e i disordini a Milano del 17 ottobre scorso e con l’avvicinarsi di nuove manifestazioni nel prossimo week-end in diverse città italiane, sotto osservazione c’è il battage social da cui partono le convocazioni e su cui vengono condivisi video e dirette per documentare la presenza. TikTok, tra le piattaforme più usate dai giovani, si attrezza avviando una task force e rafforzando le attività di moderazione.

 

La società “condanna ogni forma di violenza e non consente contenuti che la incitano o promuovono attività criminali” e fa sapere di aver “attivato una task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio”. Inoltre, con l’evolversi della situazione, TikTok fa presente che continua la sua “attività di moderazione rimuovendo i video, sospendendo le Live e bloccando gli account che violano” le sua regole. Finora, secondo quanto riferito dalla società, “i tassi di violazione restano in linea con quelli osservati nei periodi precedenti. Stiamo inoltre collaborando con partner di fiducia, tra cui fact-checker indipendenti per identificare le potenziali minacce emergenti”.

 

E sono state introdotte “ulteriori misure di sicurezza tra cui il blocco dei termini di ricerca che incitano alla violenza o ad attività criminali, la disattivazione del completamento automatico per le ricerche relative alle proteste e la limitazione dei suggerimenti di ricerca”. La società, inoltre, sta invitando gli utenti “a consultare fonti affidabili e a utilizzare le Live in modo responsabile, limitando temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste, per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico“. “Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza – fa sapere TikTok – garantendo l’accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l’uso improprio della piattaforma”.

 

I battage social per le proteste in piazza hanno riacceso il dibattito sul divieto di queste piattaforme ai più giovani, con la premier Giorgia Meloni – che in una intervista a La Repubblica – si è detta “non contraria” allo stop per i minori di 14 anni. E il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, che ha ricordato come in Europa si stia “lavorando al regolamento sul divieto totale dei social per gli under 13, fino a 15 anni con i genitori e poi accesso libero”.

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