“Tre ondate di missili balistici sono state lanciate contro Kiev dai ‘compassionevoli’ russi da ieri sera. Sono stati impiegati 21 missili. Purtroppo, numerosi luoghi in tutta la città sono stati colpiti e danneggiati, persino un monastero”: lo denuncia in post sui social il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ironizzando sull’espressione usata dall’inviato Usa Steve Witkoff per definire Vladimir Putin.
“Quasi immediatamente dopo un altro ciclo di colloqui, la Russia ha lanciato un attacco mirato. Ciò significa che il suo atteggiamento nei confronti di tutto ciò che sta accadendo non è realmente cambiato”, ha aggiunto.
Il leader di Kiev ha aggiunto che nella notte dodici regioni ucraine “sono state oggetto di attacchi russi”. In questi raid sul Paese, due persone sono morte e altre 34 rimaste ferite.
“È importante continuare a cercare le soluzioni giuste per porre fine a questa guerra. Ma quando la Russia risponde ai negoziati con missili balistici, è necessaria una pressione concreta su Mosca perché ci siano azioni diverse e per fermare le uccisioni”, ha aggiunto Zelensky.
Oltre 600 droni sono stati lanciati nella notte verso la città di Mosca. La maggior parte è stata neutralizzata dalle forze di difesa aerea russe nelle zone periferiche. Lo ha riferito – come riporta la Tass – il sindaco della capitale, Sergej Sobjanin: “Nel periodo compreso tra le 20,30 del 21 ottobre e le 4 del 22 ottobre, 630 droni si sono diretti verso la regione di Mosca”. L’attacco ha provocato due feriti.
Almeno 15 persone sono rimaste ferite a causa di bombardamenti attribuiti alle forze russe avvenuti nella notte a Kiev: lo ha riferito su Telegram il sindaco della capitale ucraina, Vitaliy Klitschko. Tra queste persone ci sono anche due minorenni di 15 anni, ha aggiunto, riferendo inoltre che otto dei feriti sono stati ricoverati in ospedale. I raid russi, ha poi detto Klitschko, hanno danneggiato “parte dell’infrastruttura della metropolitana sul ponte sud” e un’area adibita a stazione di ambulanze nel distretto di Pechersk.
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