Le Pen lancia la campagna per l’Eliseo: ‘Io guardo alla Francia di domani’ – Notizie – Ansa.it

Le Pen lancia la campagna per l’Eliseo: ‘Io guardo alla Francia di domani’ – Notizie – Ansa.it


Ha chiuso il Congresso del partito e ha aperto la campagna elettorale per le presidenziali alle quali – stando ai sondaggi – è di gran lunga la favorita: Marine Le Pen, davanti a 800 sostenitori all’arena Co’Met di Orléans, si era imposta di “infondere un po’ di ottimismo” nei francesi e ci ha provato, battezzando la sua eventuale presidenza come “il Rinascimento della Francia”.


“Non voglio rifare la Francia di una volta, voglio costruire quella di domani”, ha detto la leader del partito, annunciando che “per esigenza di imparzialità” lascerà la sua carica di capogruppo dei deputati RN in Assemblée Nationale, azzardando poi: “Voglio che i francesi abbiano la certezza, se mi passate l’espressione, che stanno eleggendo una donna, che non sarà l’uomo di un partito”.
A sei mesi dall’appuntamento elettorale di fine aprile/inizio maggio per la corsa all’Eliseo – un traguardo che le è sfuggito già tre volte – Marine Le Pen, 58 anni, è in testa nettamente in tutti i sondaggi. Gli ultimi, la danno fra il 33 e il 38% delle preferenze al primo turno, con il migliore degli inseguitori, Jean-Luc Mélenchon, attorno al 17%. Gli altri, ancora più in basso, a cominciare da Edouard Philippe e Gabriel Attal, per il centro, e Raphael Glucksmann, che ha vinto le primarie del partito socialista e che, peraltro, è in rimonta. Al ballottaggio, secondo le previsioni dei sondaggisti, arriverebbe Mélenchon a sfidarla, ma è il candidato radicale che raccoglierebbe meno voti di riporto dagli altri oppositori di Le Pen.
Anche gli altri, qualora ribaltassero le previsioni di oggi, perderebbero con la leader di estrema destra al ballottaggio, ma con scarti attorno ai 10 punti. Contro Mélenchon, invece, la partita per l’Eliseo finirebbe con un 70%-30%, in base ai calcoli di oggi. Per questo, Marine Le Pen già oggi non ha nascosto le ambizioni e si è lanciata in un grande affresco di quella che sarà la “sua” Francia, quella del “Rinascimento”: “Sarà ‘un metodo’, non una rottura brutale e ancor meno una rivoluzione distruttrice”, ha anticipato. “Il Rinascimento non è la copia del passato – ha insistito – non vi propongo di rifare la Francia di una volta, vi propongo di concepire e di costruire la Francia di domani”. Ha promesso di ristabilire “lo stato di diritto”, perché attualmente “chi può dire che esiste uno stato di diritto quando i delinquenti non vengono puniti, quando i mafiosi impongono la loro legge nei quartieri?”, si è chiesta la fondatrice del RN, erede del Front National, a sua volta co-fondato dal padre Jean-Marie.
Non ha neppure sorvolato sulla controversa intenzione di mettere subito le mani sulla Costituzione francese, probabilmente tentando di indire referendum popolari (“renderò il potere al popolo” ha ripetuto anche oggi) al fine di cambiare la carta fondamentale: “La nostra volontà che ci sia un solo popolo francese, è anche il rifiuto assoluto del comunitarismo.
Per noi, c’è soltanto una comunità, ed è la ‘comunità nazionale'”, ha ribadito, promettendo di inserire questo concetto nella Costituzione. Ha avuto parole di elogio per Jordan Bardella, che ad inizio estate, quando la leader ha deciso di correre per l’Eliseo mettendo parzialmente da parte i suoi guai giudiziari, ha dovuto a malincuore rinunciare al sogno di un tentativo in prima persona: “Jordan Bardella sarà il primo ministro, il ‘mio’ primo ministro, il direttore d’orchestra del governo, un governo aperto e pluralista, un governo che auspico sia di unione nazionale” vista “la situazione della Francia, un “paese spaccato” e visto “il desiderio di unità dei francesi”.
“Ogni cittadino – ha sottolineato – con la diversità dei percorsi, dei talenti, delle sensibilità, è chiamato a partecipare al movimento di rinascita francese che io propongo al Paese”. “Amici miei – ha concluso ecumenicamente fra gli applausi – non abbiate paura di sperare, non abbiate paura di volere!”.

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