Oltre 3.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa di un’operazione militare israeliana a Hebron, avviata in seguito a un sanguinoso attacco compiuto la scorsa settimana da uomini armati palestinesi. Lo hanno reso noto oggi le autorità cittadine. Il comune di Hebron, la città più grande della Cisgiordania occupata, ha dichiarato in un comunicato che 3.189 persone – tra cui oltre 200 neonati – sono state sfollate a causa dell’operazione, iniziata sabato.
L’iniziativa fa seguito all’attacco di venerdì, durante il quale due uomini armati palestinesi hanno ucciso due soldati a un posto di blocco vicino alla città, pochi giorni prima delle elezioni israeliane previste per domani. Subito dopo l’attacco – conclusosi con l’uccisione degli assalitori in uno scontro a fuoco – il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso un’operazione su larga scala in Cisgiordania. Le truppe israeliane hanno fatto irruzione nel quartiere di Ein Deir Baha, dove risiedevano i due assalitori, ordinando ai residenti di preparare le proprie cose e andare via. Domenica, a Hebron, è stato avvistato un convoglio di veicoli militari e della polizia israeliana, scortato da soldati, mentre percorreva una strada resa inaccessibile al traffico civile da auto e motociclette parcheggiate, come mostrato dalle immagini dell’agenzia Afp.
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