I ricorsi contro la legge elettorale in 25 Tribunali – Notizie – Ansa.it

I ricorsi contro la legge elettorale in 25 Tribunali – Notizie – Ansa.it


Lo avevano annunciato nelle scorse settimane e hanno mantenuto la promessa. Sono stati presentati stamattina in 25 Tribunali i ricorsi contro la legge elettorale promossi dalla Rete per un voto libero e uguale che riunisce organizzazioni, associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini. E, a poche ore dal deposito, è stata già fissata la prima udienza per il 16 dicembre davanti al giudice a Trento.

Non si può escludere, dunque, che eventuali ordinanze possano arrivare sul tavolo della Consulta già per la fine di dicembre e che venga fissata l’udienza pubblica davanti ai giudici costituzionali tra fine gennaio e febbraio, quando alla guida della Corte ci sarà una nuova presidenza alla luce della scadenza del mandato di Giovanni Amoroso fissata per il 13 novembre. “I ricorsi sono stati presentati in maniera simultanea: è una cosa senza precedenti – ha spiegato in conferenza stampa Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete – sono elaborati su una traccia comune. La società civile raccoglie, quindi, il bastoncino della staffetta da chi ha fatto opposizione parlamentare”.

Per la Rete civica, l’obiettivo è di avere presto un rinvio alla Corte costituzionale affinché si pronunci entro la primavera o comunque prima che si vada a votare. I ricorrenti saranno oltre 300, il più “illustre” è Romano Prodi. Accanto a lui nomi dell’impegno civile, della cultura, dell’arte e figure storiche della politica: da Pier Luigi Bersani e Fausto Bertinotti, da Lucia Annunziata a Massimo D’Alema, da Marisa Laurito a Monica Guerritore.

Ai 25 ricorsi, spiega Pietro Adami – coordinatore della rete di 110 avvocati – si aggiungeranno quelli “che interessano le minoranze linguistiche come la Valle d’Aosta e Roma per le circoscrizioni all’estero”. Inoltre, se Più Europa otterrà la deroga per comporre un gruppo parlamentare si appellerà contro la norma che prevede l’esenzione dalla raccolta delle firme per chi ha un Gruppo formato entro il 31 dicembre 2025. Tra gli aspetti più critici della nuova legge elettorale, secondo Zaccaria, “il più grave è la combinazione tra l’indicazione del premier sulla lista e l’abnorme premio di maggioranza: questo si chiama premierato di fatto”.

Quanto alla promulgazione della legge sottolinea: “Il presidente della Repubblica non firma quando ci sono manifeste incostituzionalità; non è la Corte costituzionale”. E sorridendo aggiunge: “L’ha promulgata con grande rapidità forse per agevolare i ricorsi”. Sono otto i punti sollevati con i ricorsi “tecnici”. Al centro delle contestazioni il premio di maggioranza (ritenuto “abnorme”), le modalità di attribuzione dei seggi, il premio nazionale al Senato, l’indicazione del candidato premier, la rappresentanza di genere, capilista bloccati e candidature multiple, le condizioni di accesso alla competizione elettorale con l’aumento delle firme.

“Molti giudici italiani adesso sono nelle condizioni di valutare se sono da ritenere rilevanti e non manifestamente infondate tutte le questioni di legittimità costituzionale che noi abbiamo posto – spiega Enrico Grosso, che ha curato i contenuti del ricorso -. Se qualcuno di questi giudici ci consentirà di accedere alla Corte costituzionale, quest’ultima potrà svolgere un ruolo fondamentale, che è quello di sciogliere i numerosi dubbi che nel Paese si sono sollevati dopo l’approvazione di questa legge”.

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