La Fed mantiene fermi i tassi, ‘economia solida, ma l’inflazione è alta’ – Notizie – Ansa.it

La Fed mantiene fermi i tassi, ‘economia solida, ma l’inflazione è alta’ – Notizie – Ansa.it


La Federal Reserve sceglie un approccio prudente contro le tensioni al rialzo sui prezzi e, a pochi giorni dalle elezioni americane di midterm, mantiene il costo del denaro fermo, in linea con le attese, tra il 3,75% e il 4%, ma con un voto di 10 a due che ha rotto l’unanimità registrata a settembre.

“L’economia americana poggia su basi solide, ma l’inflazione è troppo alta”, ha chiarito senza mezzi termini il presidente della Banca centrale Usa, Kevin Warsh. La guida della Fed ha poi tenuto ad evidenziare che la decisione adottata non ha subito influenze da parte della politica a ridosso dell’imminente e delicata tornata elettorale. “Ho appena trascorso due giorni con i miei colleghi qui al piano di sopra. Non ho sentito una sola parola sulla politica. Non c’è stato alcun riferimento alla politica, alle elezioni o a ciò che accadrà nella prossima settimana o giù di lì”, ha osservato Warsh sul voto del 3 novembre, dove i repubblicani lottano per difendere la maggioranza risicata al Congresso.

“Non ho sentito nulla al riguardo e non credo che la politica abbia giocato alcun ruolo nella decisione: non per quanto mi riguarda, né per quanto riguarda i miei colleghi presenti nella sala”, ha osservato ancora. Intanto, nel comunicato diffuso al termine del Fomc, la Fed prende tempo su una stretta rinviata a dicembre citando l’opportunità di procedere “all’acquisizione di ulteriori informazioni” che “aiuterà a determinare l’orientamento di politica monetaria adeguato a garantire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% fissato dal Comitato”, impegnato nel raggiungimento della “stabilità dei prezzi”. Una formula, in altri termini, per giustificare la pausa sui tassi e su una mossa impopolare a dispetto di un’inflazione che si conferma “troppo alta”.

Il presidente Donald Trump, che ha fortemente voluto Warsh alla guida della Fed, è in contrasto da anni con la Banca centrale americana, sostenendo che i tassi dovrebbero essere decisamente più bassi, attribuendo il mancato taglio dei tassi al un board “motivato politicamente”, a suo dire. “Non intendo commentare le dichiarazioni di esponenti pubblici. Posso però riferire la mia esperienza maturata qui negli ultimi cinque mesi: siamo appena usciti da un confronto molto acceso, una discussione seria e ponderata, come una lite in famiglia. Credo che siamo giunti alla decisione politica corretta per il momento attuale, e sono onorato di ricoprire la carica di presidente”, ha replicato Warsh. Due dei 12 componenti del board si sono espressi in modo difforme dalla decisione della maggioranza: la governatrice Lisa Cook (primo voto contrario da quando ha fatto il suo ingresso alla Fed nel 2022) e la presidente della Federal Reserve di Cleveland, Beth Hammack, dato che entrambe avrebbero preferito un rialzo dei tassi di un quarto di punto percentuale per contrastare la dinamica rialzista dei prezzi. Cook è poi al centro di un’aspra controversia, in cui Trump ha tentato di rimuoverla dall’incarico, sollevando accuse sulle informazioni da lei fornite in merito a richieste di mutui immobiliari.

Con le Borse in rialzo a livello globale sulle attese di una decisione ampiamente scontata da parte della Fed, il pallino si sposta ora in Europa: domani la Bce riunirà il suo board con le previsioni che indicano i tassi sui depositi invariati al 2,50%. Secondo le analisi, la Banca centrale europea opterà per una pausa cauta per via delle condizioni finanziarie già tese con la volatilità dei mercato obbligazionari e le incertezze politiche ed economiche (tra cui la situazione in Francia), in vista di un eventuale nuovo rialzo è più probabile durante il prossimo appuntamento di dicembre.
   

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