Nel terzo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente e mostra una crescita dello 0,8% in termini tendenziali. Lo comunica l’Istat nei dati preliminari.
Il terzo trimestre del 2026 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una in più rispetto al terzo trimestre del 2025. La variazione congiunturale nulla è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e dell’agricoltura e di una diminuzione in quello dell’industria. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della domanda estera netta. “Dalla stima preliminare a 30 giorni del Pil per il terzo trimestre dell’anno – commenta l’Istat – emerge una sostanziale stazionarietà rispetto al trimestre precedente. In termini tendenziali, si registra invece una crescita dello 0,8%, in lieve rallentamento rispetto al +1,0% del trimestre precedente”. Dal lato dell’offerta, si stima una crescita nel comparto dei servizi e dell’agricoltura e una flessione in quello dell’industria. Dal lato della domanda, emerge un contributo negativo della componente estera netta, compensato da quello positivo della domanda interna al lordo delle scorte.
Istat, l’inflazione ad ottobre sale al 5,4%
Secondo le stime preliminari, nel mese di ottobre 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,9% su base mensile e a +5,4% su base annua (da +4,2% del mese precedente). Lo comunica l’Istat.
Ad ottobre 2026 l’inflazione sale a +5,4% (da +4,2% di settembre), tornando al livello registrato ad agosto 2023. L’accelerazione risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale. LO rileva l’Istat. La dinamica dell’inflazione è influenzata prevalentemente dall’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +25,8% a +59,5%) mentre i non regolamentati passano da +22,5% a +29,4%.
Un contributo all’inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%).
Il cosiddetto “carrello della spesa” accelera (da +1,5% a +2,5%) e l’inflazione di fondo si attesa a +2,0% (da +1,6%).
L’inflazione acquisita a ottobre, per il 2026, risulta pari al +3,4%.
Istat, crescita acquisita del Pil 2026 invariata a 0,8%
La variazione acquisita del Pil italiano per il 2026, corretta per gli effetti di calendario, è pari allo 0,8%. Sarebbe questa la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nell’ultima parte dell’anno. Il 2026 ha 3 giornate lavorative in più rispetto al 2025. “La stasi congiunturale osservata nel terzo trimestre lascia invariata a 0,8% la crescita acquisita per l’anno 2026”, osserva l’Istat diffondendo la stima preliminare del Pil nel terzo trimestre.
Istat, energetici a ottobre +31,4% sull’anno
Ad ottobre 2026 l’inflazione sale a +5,4% (da +4,2% di settembre), tornando al livello registrato ad agosto 2023. L’accelerazione dell’inflazione risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale. LO rileva l’Istat. La dinamica dell’inflazione è influenzata prevalentemente dall’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +25,8% a +59,5%) mentre i non regolamentati passano da +22,5% a +29,4%.
Un contributo all’inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%).
Il cosiddetto “carrello della spesa” accelera (da +1,5% a +2,5%) e l’inflazione di fondo si attesa a +2,0% (da +1,6%).
L’inflazione acquisita a ottobre, per il 2026, risulta pari al +3,4%.
Istat, a settembre retribuzioni +2,5%, crescita inferiore all’inflazione
L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, a settembre 2026, rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta del 2,5% rispetto a settembre 2025.
L’aumento tendenziale è stato del 2,3% nel settore privato (3,3% nell’agricoltura, 2,6% nell’industria e 2,1% nei servizi privati) e del 3,2% per la P.A. Lo comunica l’Istat sottolineando che nei primi nove mesi dell’anno la retribuzione oraria media è cresciuta del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. “Per il secondo trimestre consecutivo – sottolinea l’Istituto – la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali è inferiore a quella dell’inflazione”.
Eurozona, il Pil cresce dello 0,4% nel terzo trimestre
Nel terzo trimestre del 2026, il Pil destagionalizzato è aumentato dello 0,4% nell’area dell’euro e dello 0,5% nell’Ue rispetto al trimestre precedente, secondo una stima preliminare pubblicata da Eurostat. Nel secondo trimestre del 2026, il Pil era aumentato dello 0,6% nell’area dell’euro e dello 0,7% nell’Ue. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, nel terzo trimestre del 2026 il Pil destagionalizzato è aumentato dell’1,3% nell’area dell’euro e dell’1,5% nell’Ue, dopo un +1,2% nell’area dell’euro e un +1,4% nell’Ue nel trimestre precedente.
Il gas corre (+5%) e supera i 100 euro al Megawattora
Prezzo del gas in forte aumento sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l’Europa: il future sul metano con consegna a dicembre segna un rialzo del 5,2% a 103,4 euro al Megawattora.
In questo modo il gas aggiorna ancora i suoi massimi da quattro anni, con il petrolio che a New York aumenta del 2% a 104 dollari al barile.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
