“Con questa progressiva e inesorabile
riduzione delle risorse al Servizio sanitario nazionale c’è il
fortissimo rischio di ulteriori tagli ai servizi, di chiusura di
ospedali, di svalorizzazione di lavoratrici e lavoratori sempre
più sotto stress che saranno spinti ancor di più ad andare a
lavorare altrove. In sintesi: siamo di fronte ad una gravissima
manomissione del diritto alla salute costituzionalmente
garantito”. Lo scrive in una nota il segretario generale Fp
Cgil, Federico Bozzanca.
La Germania destina alla sanità pubblica l’11% del Pil, la
Francia il 9,4%, la Svezia il 9,3%, il Regno Unito il 9,2%, la
Slovacchia il 6,4, sottolinea. Nel 2025 in Italia era al 6,2%,
“e nei prossimi anni diminuirà ulteriormente. Dati drammatici
che rischiano di condannare il Servizio Sanitario nazionale ad
una terribile agonia”.
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