“Siamo preoccupati, è avvenuto in più Paesi europei ed è presumibilmente un’iniziativa coordinata a livello europeo da parte di qualcuno che ha un contenuto di un’ostilità evidente”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, oggi a Torino per il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha parlato dell’attacco informatico alla catena del freddo dei supermercati. “Sono all’opera i nostri tecnici – ha aggiunto – sia dell’agenzia per la cybersicurezza che gli esperti della polizia postale. Confidiamo di vederci chiaro in breve tempo”.
“Dai primi accertamenti emerge che in Italia l’impatto degli attacchi è al momento fortemente limitato: sono state interessate poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti sull’intero territorio nazionale, per lo più munite ancora adesso di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente su Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione. La gran parte della catena di distribuzione risulta invece dotata di sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole”. Così una nota di Palazzo Chigi dopo la riunione del sottosegretario Alfredo Mantovano insieme al ministro Francesco Lollobrigida con i vertici dei servizi e dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
La polizia postale ha avviato indagini per far luce sugli attacchi. Secondo quanto si apprende, al momento gli episodi sono due e si sono verificati in Sicilia ed Emilia Romagna.
In almeno cinque punti vendita a marchio Conad ci sono stati attacchi di pirateria informatica ai sistemi di refrigerazione dei banchi surgelati. “Su 3.300 negozi in Italia – confermano dal servizio nazionale di relazioni esterne di Conad – gli attacchi hacker si sono verificati in due punti vendita in Veneto e tre in Sicilia, a Catania, Messina e Palermo. Gli episodi sono stati immediatamente denunciati alla polizia postale dei territori colpiti. “Per fortuna – aggiungono dalla società cooperativa della grande distribuzione – siamo intervenuti in tempo e non abbiamo subito gravi perdite di merce. Al momento è impossibile quantificare i danni, ma non abbiamo buttato nulla grazie agli interventi tempestivi dei tecnici informatici per arginare il problema”. Il cyberattacco, avvenuto intorno le 4 del mattino di ieri, ha preso di mira i sistemi per il monitoraggio della temperatura dei banchi surgelati, innalzando la temperatura fino a provocare il surriscaldamento dell’ambiente dove è stoccata la merce e provocandone il deperimento.
“Tutto il banco surgelati svuotato e smaltito, così come quello del pollame, perché le celle frigo erano compromesse”: sono i danni riportati in un supermercato Conad del centro di Palermo in seguito all’attacco hacker, che ha costretto la direzione agli straordinari per rifornire nel più breve tempo possibile il punto vendita. Del cyber-attacco “ci siamo accorti ieri mattina perché l’allarme nella notte non era scattato”, ha raccontato Mario Giannitto, responsabile area manager del Conad Gruppo Redenza. Il direttore del supermercato, arrivando sul posto, ha constatato che le temperature non erano idonee dai display delle celle e così gli addetti hanno iniziato a svuotarle, ha aggiunto Giannitto. Il suo gruppo, ha assicurato, ha livelli di sicurezza ottimi, ma in questo caso si è trattato di un “attacco mai visto”. In particolare, gli hacker “si sono collegati al nostro Vpn ed hanno cambiato il set point delle temperature e i vaporizzatori, che dovrebbero mantenere le temperature tra meno 18 a e meno 25 gradi, erano impostati a 50 gradi”. Riguardo ai danni, una stima approssimativa è che “superiamo le migliaia di euro”, se si considera il punto Conad di Palermo, altri tre negozi del Catanese e uno a Ragusa di Coop Gruppo Radenza che hanno subito il cyber-attacco.
Un supermercato di Sassari è finito nella notte sotto attacco degli hacker, che hanno colpito con le modalità note dopo i numerosi episodi degli ultimi giorni in Europa e in Italia. Nel market della catena ‘Viro’, in piazza Mazzotti, al centro storico della città, sono stati presi di mira i banchi frigoriferi, con la temperatura che è stata aumentata fino a circa 15 gradi, compromettendo la corretta conservazione degli alimenti. Sull’episodio indaga la polizia postale di Sassari.
Le quattro linee di azione contro i cyber attacchi, dal monitoraggio alla prevenzione
Il governo “in tutte le sue articolazioni, continuerà ad agire lungo quattro direttrici: monitoraggio e analisi della minaccia, attività peraltro avviata già da mesi; interlocuzione costante con i fornitori e i venditori della filiera alimentare; individuazione e tempestiva notifica dei soggetti esposti; diffusione su larga scala di comunicazioni preventive e indicazioni per la mitigazione dei rischi nei settori interessati”. Così Palazzo Chigi in una nota al termine della riunione con il sottosegretario Mantovano e il ministro Lollobrigida, alla quale hanno partecipato il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) e i direttori delle Agenzie di intelligence, a seguito degli attacchi hacker che stanno interessando in Europa alcuni sistemi di refrigerazione commerciale.
Attacchi hacker ai frigoriferi in Europa, colpita anche la filiera alimentare Gb
L’ondata di cyberattacchi ai refrigeratori dei supermercati in Europa ha avuto ripercussioni limitate anche sulla filiera alimentare del Regno Unito. Il Centro nazionale per la sicurezza informatica (Ncsc) ha confermato che in “un paio di casi” gli hacker sono riusciti a sfruttare falle nei sistemi delle aziende britanniche. Il capo del centro, Richard Horne, ha spiegato alla Bbc di aver “lavorato tutta la notte” per avvisare le imprese più a rischio. Tra quelle colpite figurano alcuni degli oltre 300 associati dell’Aims, l’organizzazione dei fornitori indipendenti di carne, anche se non hanno subito particolari danni. Presentando il rapporto annuale dell’Ncsc, Horne ha dichiarato che nei prossimi mesi il Paese rischia “un aumento senza precedenti” degli incidenti informatici. “Entro il 2028 è molto probabile che Cina, Russia e altri Stati useranno abitualmente strumenti cyber basati sull’intelligenza artificiale per raggiungere i propri obiettivi geopolitici, con il Regno Unito esposto ad attacchi sofisticati sempre più estesi e rapidi”, si legge nel rapporto.
Frigo in tilt in un esercizio in Abruzzo. Presidente Fiesa: ‘Possono colpirci in qualsiasi momento’
Frigoriferi e congelatori che, in piena notte, hanno raggiunto i 40 gradi: anche in Abruzzo i sistemi di telegestione degli impianti di refrigerazione dei supermercati sono sotto attacco degli hacker. Uno degli episodi è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì a Silvi Marina, nel Teramano, ai danni di un’attività commerciale che fa parte del gruppo di proprietà di Daniele Erasmi, presidente di Confesercenti regionale e presidente nazionale della Fiesa, la Federazione italiana esercenti specialisti dell’alimentazione. Gli hacker sono entrati in azione attorno alle 3 e hanno impostato la temperatura del sistema, che gestisce congelatori e frigoriferi, a 150 gradi, un livello irraggiungibile per gli apparecchi. Le temperature effettive hanno però raggiunto i 40 gradi. Il software ha subito fatto scattare l’allarme per le anomalie e dopo poche ore, attorno alle 7, sono intervenuti i tecnici. I disservizi hanno riguardato tutti i frigoriferi e i congelatori del supermercato, creando problemi a una vasta gamma di prodotti, dai surgelati alle carni. “È evidente che c’è un problema e ci hanno dimostrato che siamo vulnerabili, che possono attaccarci in qualsiasi modo e in qualsiasi momento – commenta Erasmi all’ANSA -. Nessuno pensava che si potesse arrivare a colpire i supermercati in questo modo, eppure è successo. Questo ci fa capire con quale facilità sia possibile colpirci, mandare in tilt i sistemi e crearci problemi”.
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