Il Papa in Sudamerica, è atterrato a Montevideo: ‘Benedetti check-up, mai avuto dubbi su questo viaggio’ – Vaticano News – Ansa.it

Il Papa in Sudamerica, è atterrato a Montevideo: ‘Benedetti check-up, mai avuto dubbi su questo viaggio’ – Vaticano News – Ansa.it


Il Papa è arrivato a Montevideo, in Uruguay, prima tappa del viaggio che nei prossimi dodici giorni lo vedrà anche in Argentina e Perù. Prima dell’atterraggio, dall’aereo papale aveva inviato messaggi rassicuranti a tutti i malati che si sono trovati nella sua condizione, quella di avere un tumore da asportare: “Direi loro di non avere paura, i check-up regolari sono benedetti”, “la cosa migliore è prendersi cura di sé stessi”.

Ai giornalisti che chiedevano come si sentisse dopo l’intervento, ha risposto: “Forse meglio di prima”. Il suo segreto: “La fede in Dio, buoni medici e uno stile di vita sano”. E ha aggiunto: “So che qualcuno aveva dubbi su questo viaggio, io non li ho mai avuti”. Infine ha sottolineato l’importanza di “accompagnare i malati e promuovere la salute pubblica”. A chi gli chiedeva se avesse ripreso anche a giocare a tennis ha risposto: “Non ancora ma lo farò”. 

Un pensiero anche alle elezioni in Usa: “Sono fiero di essere americano e sono fiero di avere esercitato il mio diritto di voto”, aggiungendo che “non c’è la possibilità” per lui di votare anche in perù  (ha la cittadinanza anche di questo paese)  ma che lo farebbe perché “è una cosa buona”. 

Sull’Ucraina, il Papa ha commentato con i giornalisti la tregua per Oleshky tra la Russia e l’Ucraina: “Grazie a Dio per quanto è riuscito”, “un gesto umanitario può salvare la vita”, “speriamo che non sia un caso isolato”. “Purtroppo c’è ancora molto da fare per arrivare alla pace”, ha aggiunto Leone.

Il programma del Papa a Montevideo parte alle 17:30 (le 21:30 in italia) con una cerimonia ufficiale di benvenuto in Plaza Independencia. Quindi a seguire l’incontro istituzionale con le autorità civili, la società civile e il corpo diplomatico. Alle 18:15 (le 22:15 italiane), il Papa farà una visita privata e incontro con il Presidente della Repubblica Yamandú Orsi. Infine, alle 19,10 (le 23:10 italiane) si parteciperà a una celebrazione dei Vespri con i vescovi e il clero locale nella Cattedrale Metropolitana.

 

In America latina Leone XIV compie il suo settimo viaggio internazionale, sicuramente il più lungo del pontificato. In dodici giorni, fino al 17 novembre, il Papa toccherà tre Stati: da oggi l’Uruguay, quindi l’Argentina e infine il Perù, con un ritorno nel Paese dove è vissuto per quasi vent’anni come missionario e vescovo, prendendone anche la cittadinanza in aggiunta a quella statunitense. Un viaggio in un continente che resta tra i maggiori bacini del cattolicesimo mondiale, ma percorso da fortissime tensioni, da difficoltà sociali che si ripercuotono anche nella politica, dalla presenza ancora di ampie sacche di povertà, dalle minacce che riguardano le risorse naturali e i mutamenti climatici.

La prima sfida del Pontefice è comunque quella che riguarda la sua salute, e il fatto di non aver voluto assolutamente rinunciare al viaggio pur essendo stato operato solo poco più di tre settimane fa, il 13 ottobre scorso, per la rimozione di un adenocarcinoma al polmone destro.

La lunghezza del viaggio, l’intensità del programma, il fatto di arrivare anche in località a 3.400 metri di altitudine, come la peruviana Cusco, non hanno spaventato il Papa, che non ha voluto in alcun modo deludere una popolazione che lo attende con grande fervore. “Nel momento in cui mi accingo a compiere il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, affido i desideri di pace e fraternità di quelle popolazioni all’intercessione della Vergine Maria e dei Santi che hanno annunciato loro il Vangelo della carità”, ha scritto Leone nel telegramma di saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il viaggio, ha scritto a sua volta il capo dello Stato al Pontefice, “sarà d’ispirazione non solo per gli amici popoli di quel Continente, ma per il mondo intero”. Il Paese dove arriva oggi il Pontefice nella sera italiana e dopo circa 13 ore di volo, l’Uruguay, che ormai non è certo più “la Svizzera del Sudamerica”, è considerato anche il più secolarizzato e il meno cattolico del continente. Nonostante le statistiche diffuse dal Vaticano, secondo cui il 76% della popolazione sarebbe cattolica, in realtà solo un uruguayano su tre si dice tale. E’ il Paese dove si celebrano pochi matrimoni religiosi e dove anche le festività hanno cambiato nome: il Natale, per esempio, è chiamato Giorno della Famiglia, la Settimana di Pasqua è diventata la Settimana del Turismo.

Video Il Papa parte per il Sudamerica, il decollo da Roma Fiumicino

 

Anche nei nomi delle strade sono progressivamente stati eliminati riferimenti ai santi. Nonostante questo, secondo la Chiesa locale grande è l’attesa per papa Leone e gli eventi hanno registrato il sold-out. Non i numeri previsti in Argentina e Perù ma comunque significativi per un Paese dove la fede è poco praticata. Dopo l’accoglienza ufficiale all’aeroporto internazionale di Montevideo, Leone è atteso stasera dalla cerimonia di benvenuto in Plaza Independencia, dall’incontro con le autorità del Paese, la società civile e il Corpo diplomatico (pronunciando nell’occasione il suo primo discorso del viaggio), quindi la visita al presidente della Repubblica Yamandù Orsi, e infine dai Vespri con i vescovi e il clero nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione.

Mattarella al Papa: ‘Il suo viaggio apostolico sarà d’ispirazione per il mondo intero’

“Santità, desidero ringraziarLa sentitamente per il messaggio che ha voluto indirizzarmi nel momento in cui si accinge a partire per l’Uruguay, l’Argentina e il Perù. È per gli italiani e per me personalmente una grande gioia sapere che Ella effettuerà questo lungo e molto atteso pellegrinaggio in America Latina”. Inizia così il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a Sua Santità Papa Leone XIV partito questa mattina per l’America Latina.

“Sono certo – scrive il capo dello Stato – che questo Viaggio apostolico – per i messaggi che recherà e per la determinazione e la perseveranza con le quali la Santità Vostra se ne farà promotore – susciterà vaste speranze e sarà d’ispirazione non solo per gli amici popoli di quel Continente, ma per il mondo intero. Fedeli di nazionalità e culture diverse, di ogni generazione e differenti condizioni economiche e sociali – sottolinea Mattarella -, attendono tutti con impazienza il Suo arrivo. Sono uniti dall’entusiasmo e dall’urgenza di ricevere conforto di fronte a sfide che vengono percepite con particolare gravità specie in contesti segnati da forti diseguaglianze, ulteriormente accentuate dalle ripercussioni dei conflitti internazionali e di fenomeni di portata globale come i cambiamenti ambientali”.

“L’Italia tutta seguirà con partecipazione questo Viaggio, anche a ragione degli storici vincoli umani, culturali ed economici che la legano all’America Latina, regione che nei secoli scorsi ha accolto con generosità centinaia di migliaia di miei concittadini, migrati in quelle terre in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Con tali sentimenti – conclude -, mi è gradito rinnovarLe, Santità, all’immediata vigilia di questi Suoi importanti impegni, le più sincere espressioni di affetto a nome dell’intero popolo italiano”.

 

Il programma degli appuntamenti

Nel pomeriggio (ma sarà sera in Italia) il Papa arriva in Uruguay, il Paese meno cattolico dell’intero continente. L’arrivo a Montevideo è previsto dopo circa 13 ore e mezzo di viaggio: alle 16.30 ora locale, 20.30 ora italiana. Nonostante le statistiche diffuse dal Vaticano, secondo le quali il 76% della popolazione sarebbe cattolica, in realtà solo un uruguayano su tre si dice tale. E’ il paese dove si celebrano pochi matrimoni religiosi e dove anche le festività hanno cambiato nome: il Natale, per esempio, è chiamato Giorno della Famiglia, la Settimana di Pasqua è diventata la Settimana del Turismo. Anche nei nomi delle strade sono progressivamente stati eliminati riferimenti ai santi. Nonostante questo, secondo la Chiesa locale grande è l’attesa per Papa Leone e gli eventi hanno registrato il sold-out. Non i numeri previsti in Argentina e Perù ma comunque significativi per un Paese dove la fede è poco praticata.

Dopo la cerimonia di benvenuto il primo appuntamento è l’incontro con le autorità civili a Plaza Indipendencia, alle 17.45 ora locale (21.45 in Italia). Quindi la visita al presidente della Repubblica Yamandù Orsi. L’ultimo appuntamento della giornata sarà per Leone la celebrazione dei vespri con i vescovi, i sacerdoti e i religiosi nella cattedrale dell’Immacolata Concezione, alle 19.10 ore locale (23.10 in Italia).

 

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