In migliaia ai funerali della famiglia uccisa nel Milanese – Notizie – Ansa.it

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Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di padre, madre e figlio uccisi nella loro casa a Paderno Dugnano, nel Milanese, dal figlio maggiore, il 2 settembre scorso. Le esequie si sono svolte chiesa di Santa Maria Nascente a Paderno. Palloncini azzurri e fiori bianchi hanno incorniciato l’ingresso e la piazza antistante. Familiari, amici, compagni di scuola, i rappresentanti delle istituzioni e gli abitanti di Paderno si sono riuniti per ricordare i tre familiari ammazzati. A officiare la messa l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.

“Mi immagino che accogliendo Lorenzo il Signore Dio gli abbia detto ‘perché sei qui, così giovane? Da dove vieni? Che cosa sono queste ferite? Che cosa è stato della tua vita?'”. È iniziata così l’omelia dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.

“Io mi immagino che Lorenzo abbia risposto ‘sono qui a causa di mio fratello, il mio fratello grande, il mio fratello intelligente – ha detto Delpini – è stato lui che ha interrotto il mio incubo notturno, mentre avevo l’impressione di essere inseguito da un mostro. E mi sarei svegliato, penso, come al solito spaventato e rassicurato di essere ancora vivo ma in quella notte non mi sono svegliato, a causa di mio fratello, il mio fratello grande, il mio fratello intelligente”.

L’arcivescovo ha poi immaginato la risposta che Lorenzo avrebbe dato a Dio, sul significato della sua vita e di cosa sarà quella di suo fratello senza di lui. “La mia vita è stata un inizio, la mia vita è stata un sogno. Forse qualcuno dirà che la mia vita è stata un niente. Ma invece io voglio essere un inno alla vita, io voglio vivere – ha spiegato Delpini – mio fratello mi ha impedito di diventare grande e inseguire sogni, ma continuo a vivere in questa gloria della tua casa – ha aggiunto – io voglio stargli vicino sempre, io voglio consolare le sue lacrime, voglio calmare i suoi spaventi, voglio sperare con lui e per lui”.

“Di fronte all’incomprensibile tragedia la parola del Signore ci aiuta a decifrare l’enigma e a raccogliere da Lorenzo, Daniela, Fabio il cantico della vita e della speranza giovane di un fratello, l’intensità dell’amore misterioso di una mamma e la responsabilità della parola vera di un papà”, ha detto Delpini.

Delpini, immaginando l’incontro tra Dio e le tre vittime, ha spiegato come mamma Daniela potrebbe aver parlato di “mistero, di quel buio impenetrabile in cui si accende una luce – dove – mamma abita il mistero ed è solo capace di amare”. Allo stesso modo ha parlato delle ipotetiche parole di Fabio: “non ho potuto, non ho voluto difendermi, pur essendo forte non ho usato la forza – ha detto – lo spettacolo era troppo assurdo, troppo sbagliato, troppo, troppo insanguinato. Ma poi subito la vista si è oscurata, l’assurdo è scomparso e sei apparso tu, Signore Dio”.

Un uomo tenta di parlare sul pulpito, allontanato dai carabinieri

“Cardinale, le chiedo tre minuti, ho io la soluzione, per fermare questa emorragia, per chi uccide le donne, bisogna trasformarli in pezzi di ricambio”. L’arcivescovo di Milano Mario Delpini è stato interrotto appena salito sul pulpito della chiesa. L’uomo ha preso la parola dopo essere riuscito a raggiungere l’altare mentre Delpini aveva appena dato inizio alla messa. Bloccato dai carabinieri, è stato allontanato.

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