La rabbia a Corvetto. Salvini: “Le baby gang di seconda generazione un’emergenza nazionale” – Notizie – Ansa.it

La rabbia a Corvetto. Salvini: “Le baby gang di seconda generazione un’emergenza nazionale” – Notizie – Ansa.it


Sarà interrogato domani il 21enne montenegrino, che nella notte tra lunedì e martedì, nel quartiere milanese Corvetto, ha preso parte, assieme ad un centinaio di ragazzi, alle proteste, in qualche modo simili a quelle delle banlieue parigine, per la morte di Ramy Elgaml, 19enne egiziano che nella notte tra il 23 e il 24 novembre si è schiantato con lo scooter, guidato da un amico, mentre era inseguito dai carabinieri.

 “Il problema delle baby gang delle seconde generazioni non integrate è un’emergenza nazionale”, afferma il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. “La vera emergenza è il problema educativo, con un abbandono scolastico molto più altro media europea”, commenta all’ANSA monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes. “La vera emergenza è che sono stati messi troppi soldi sulla sicurezza e niente sull’integrazione -aggiunge mons. Perego- la vera emergenza è il sistema poliziesco” con cui si affronta la questione migranti.

Sulla stessa linea di Salvini è il governatore Attilio Fontana. Quelle viste al Corvetto di Milano “sono situazioni molto preoccupanti che purtroppo si erano già viste in altri Paesi, come a Parigi. C’è una parte della popolazione, soprattutto giovani di seconda e terza generazione, che non si integra e che quindi manifesta la rabbia con queste forme di ribellione che sono estremamente preoccupanti”, ha detto il presidente della Regione Lombardia.

“Capisco che alla destra piaccia fomentare queste situazioni ma sono qui oggi per continuare a dire che Milano resterà una città accogliente”, ha detto il sindaco Giuseppe Sala. “Ma le regole vanno rispettate”. Il quartiere Corvetto è”più difficile di altri ma tutte le situazioni vanno affrontate – ha concluso -. A slogan non si va da nessuna parte. Certo che siamo preoccupati ma al contempo sappiamo che certe situazioni fanno parte anche della complessità del mondo che viviamo”.

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