Anche stamattina, dopo la quarta notte di proteste pro Ue in Georgia, le forze speciali georgiane hanno fatto uso della forza per sgomberare i manifestanti di fronte al Parlamento a Tbilisi utilizzando idranti e gas lacrimogeni. Tra gli arrestati ci sono Zurab Japaridze, uno dei leader del partito di opposizione ‘Coalizione per il cambiamento’, e diversi giornalisti. Lo riportano i media locali.
“Anche chi stava andando a lavorare è finito sotto le mani calde della polizia”, riferisce NewsGeorgia. Secondo il ministro della Sanità Mikheil Sarjveladze, durante il giorno e la notte sono state portate in ospedale 37 persone.
224 arresti, 21 agenti feriti
Il ministero degli Interni georgiano ha reso noto questa mattina che 21 agenti di polizia hanno riportato ferite, alcune “gravi”, durante le manifestazioni e gli scontri di ieri e che un totale di 224 persone sono state arrestate dall’inizio delle proteste.
La presidente filo-occidentale della Georgia, Salome Zurabishvili, ha affermato oggi che la mobilitazione pro-europea non mostra “alcun segno di arresto” nel Paese caucasico, scosso da manifestazioni quotidiane contro il governo dalla scorsa settimana.
L’80% degli arrestati denuncia violenze della polizia
Il difensore d’ufficio dei manifestanti arrestati nelle manifestazioni in Georgia, Levan Yoseliyan, ha affermato che su 156 persone incontrate 124 di loro “dicono di aver subito violenze e trattamenti inumani, ovvero quasi l’80% dei detenuti”. Lo riporta l’agenzia di opposizione ucraina Interpressnews.
“Questo – afferma Yoseliyan – è un indicatore molto preoccupante. Invito la polizia a non superare le norme stabilite dalla legge .Si tratta di un numero molto inquietante, perché se guardiamo alle dinamiche, comprese le manifestazioni precedenti, aumenta in modo allarmante il numero di cittadini che sostengono che ci sia stato un eccesso di forza da parte delle forze dell’ordine”.
Mosca: ‘in Georgia si tenta un nuovo Maidan’
“C’è un tentativo di aggravare la situazione. Abbiamo visto eventi simili in diversi paesi. Il parallelo più diretto che si può tracciare è con gli eventi del Maidan in Ucraina. Tutti segni di un tentativo di realizzare una rivoluzione arancione”.
Così il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha commentato le proteste in Georgia contro la decisione del governo di rinviare i colloqui di adesione all’Unione europea e gli scontri tra polizia e manifestanti. Lo riporta l’agenzia Interfax.
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