“Non sarebbe dovuto accadere che Craxi dovesse morire qui in esilio”. Sono le prime parole del presidente del Senato Ignazio La Russa all’arrivo ad Hammamet al Centro Internazionale Dar Sebastien per inaugurare insieme a Stefania Craxi ‘Volti del Novecento’, una mostra delle opere litografiche dell’artista emiliano Nani Tedeschi, aprendo così le celebrazioni per il 25 esimo anniversario della scomparsa in Tunisia del leader socialista. Un concetto ripetuto più avanti per marcare l’importanza della figura di Craxi.
“Craxi, calmati i venti della cronaca diventa un personaggio della storia e come tutti i grandi personaggi della storia può avere luci, può avere ombre ma non può essere più utilizzato da una parte o dall’altra a sostegno di tesi che incidano nell’attualità”.
“Credo che ormai – ha aggiunto La Russa – passato il tempo delle invettive, Craxi debba essere studiato come una grande figura della storia: non c’è una figura della storia su cui non si discuta né il bene né il male ma su questo non ci sono minimamente dubbi”.
“Quello che io sento il debito più grande oltre a quello di un dibattito serio e sereno sulla sua figura è quello di non avere impedito che morisse all’estero in esilio non avere voluto che potesse curarsi in Italia. Questa cosa, fu la spinta che mi portò già all’inizio degli anni 2000 a venire a rendere omaggio a chi era morto esule. In quegli anni, non dimentichiamo la mia parte politica, che tra l’altro era una cosa a parte fuori dall’arco costituzionale, lui ci provò forse non lo capì bene, ma in quel momento fu la prima volta che l’Msi venne avvicinato, in quegli anni in cui chiamare patria all’Italia eravamo veramente in pochi mentre oggi siamo la maggioranza”.
“Craxi con Sigonella dimostrò che l’indipendenza e l’identità nazionale non sono parole ma devono essere anche fatti; magari è successo altre volte ma il primo a farlo è stato sicuramente Craxi dopo l’interminabile dopoguerra per cui oggi non solo non potevo dire no all’invito di Stefania ma ho voluto dire sì al suo invito perché lo sentivo come un momento anche di quella difficile pacificazione del dopoguerra che tarda ad arrivare su tanti fronti. Ma questa è un’altra storia”, ha concluso La Russa.
“Craxi è stato un patriota, amava l’Italia e gli italiani non si può dire Craxi è stato uno statista sì ma i processi… O Craxi è stato uno statista o è stato un corrotto”. Lo ha detto Stefania Craxi ad Hammamet aprendo le cerimonie in omaggio a suo padre morto 25 anni fa in Tunisia.
“Credo che dopo 25 anni si deve avere l’onestà morale di parlare di Craxi senza sé e senza ma, non si può dire Craxi è stato uno statista e al contempo edificare Mani pulite: si aprirebbe una contraddizione troppo grande è un’ipocrisia enorme che ancora pesa sulla coscienza dell’Italia repubblicana”.
Ancora grazie presidente della sua visita è stato per tutti un onore un riconoscimento, un atto di giustizia e verità”, ha concluso Stefania rivolgendosi al presidente del Senato Ignazio La Russa.
Bettino Craxi è stato “ingiustamente perseguitato dalla furia giustizialista di allora”, ma è “un uomo che ha dato molto alla politica italiana”. Lo ha detto a Berlino, al margine della riunione del Ppe, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Ricordando che oggi sarà a Hammamet in Tunisia per rendere omaggio alla memoria del leader socialista, Tajani ha affermato che “Craxi insieme a Andreotti e Berlusconi è stato uno dei grani protagonista della politica estera del nostro Paese”, ricordando il valore del “riformista” che “non si è sottomesso all’egemonia del Partito comunista”.
Maraio (Psi): ‘Craxi appartiene alla sinistra, è una colonna portante’
“La storia di Bettino Craxi deve tornare a sinistra, parte questo anno una nuova stagione”. Cosi Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi, ad Hammamet con una delegazione del partito per l’anniversario della scomparsa del leader socialista Bettino Craxi.
“E’ evidente – spiega Maraio – che Craxi è sempre stato a sinistra, che quella storia è colonna portante della sinistra italiana ma quando diciamo che vogliamo riportarlo a sinistra intendiamo dire che da oggi impediremo a certa destra di impossessarsi di una grande eredità politica e solleciteremo la sinistra a misurarsi su nuove sfide. Ripartire da Craxi non è abbandonarsi alla nostalgia o costruire un dibattito per gli storici, è costruire la sinistra di oggi e domani. E’ scegliere la via riformista, la sinistra del pragmatismo contro il settarismo ideologico, è tenere insieme i diritti civili e quelli sociali, è costruire ponti con il mondo cattolico e non inutili contrapposizioni. E’ parlare delle riforme del mercato del lavoro aprendosi e partendo dal mondo sindacale ma senza farsi dettare la linea, e’ leggere il disagio giovanile, accompagnando le iniziative di piazza, pretendendo il rispetto delle donne e degli uomini in divisa. E’ parlare di sicurezza, è orgoglio nazionale che non diventa mai populismo”.
“Animare una nuova sinistra è – prosegue – costruire una Italia più forte nel contesto internazionale, un Paese capace di essere protagonista nel Mediterraneo, nel Medio Oriente, nelle grandi questioni internazionali. In questo percorso sono certo di trovare nel Pd, partendo dalle considerazioni di Bettini e di De Luca, e nella visione della segreteria Elly Schlein una sponda autorevole. Sulle grandi sfide si deve costruire l’unità della sinistra”
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
