Un catenaccio rivestito in gomma per la chiusura delle biciclette è stato appeso da ignoti alla linea elettrica ferroviaria nella stazione di Montagnana (Padova). A notarlo, l’altro ieri, sono stati gli addetti delle Ferrovie, che lo hanno rimosso dopo un paio d’ore e fatto un esposto alla Polizia ferroviaria di Legnago (Padova).
Il catenaccio si trovava all’altezza del fabbricato viaggiatori della stazione. La linea aerea non è risultata danneggiata e non c’è stata alcuna ripercussione sulla circolazione ferroviaria. Se non fosse stato notato e rimosso, comunque, l’oggetto avrebbe potuto danneggiare il pantografo dei treni in transito e la stessa linea aerea di alimentazione, con possibili conseguenze sulla circolazione ferroviaria. Approfondimenti e accertamenti sono in corso da parte della Digos, attivata dopo la segnalazione dell’esposto in Procura.
“L’oggetto metallico posizionato sulla linea elettrica” presso la stazione di Montagnana (Padova), giovedì scorso, “avrebbe potuto causare danni significativi al pantografo e alla linea elettrica, determinando l’interruzione della circolazione ferroviaria e inevitabili disagi per i passeggeri, spiega Fs Italiane interpellata dall’ANSA. “Grazie all’intervento tempestivo dei tecnici di Ferrovie, l’oggetto è stato prontamente rimosso e segnalato alle autorità competenti”.
Il ritrovamento è avvenuto “durante una regolare attività di ispezione su questo tratto” da parte dei tecnici di Rfi, precisa una nota della società del gruppo Fs, che effettua controlli periodici su tutti i tratti di rete con cadenza trimestrale. “Sono emersi – sottolinea la nota – diversi elementi legati a questo episodio e a precedenti casi di anomalie e guasti registrati nei giorni scorsi. Fs Italiane conferma di aver trasmesso queste informazioni agli inquirenti che stanno conducendo le indagini. Sarà compito dell’Autorità giudiziaria valutarle e adottare le decisioni necessarie”.
“La denuncia formalizzata da Fs dopo la segnalazione, in Veneto, di un oggetto che avrebbe potuto causare danni significativi al pantografo e alla linea elettrica dei treni è estremamente preoccupante – si legge in una nota del Mit -. L’ipotesi di attentato ai trasporti è un fatto che non può e non deve essere sottovalutato: siamo di fronte a un ulteriore elemento dopo l’esposto di pochi giorni fa. L’auspicio è che sia fatta chiarezza in tempi rapidissimi. Il vicepremier e ministro Matteo Salvini segue la vicenda con la massima attenzione”.
La Procura della repubblica di Rovigo, competente per territorio, indaga per l’ipotesi di reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Il reato, previsto dall’articolo 432 del codice penale, prevede la pena della reclusione fino a 5 anni. La scoperta – riferisce la Questura di Padova – risale alla prima mattinata di giovedì, poco dopo le ore 7.00, quando un manutentore tecnico di Rfi ha notato la catena rivestita in gomma sulla fune elettrica del secondo binario della stazione. L’esposto denuncia è stato formalizzato dai responsabili di Rfi.
“Se venisse confermato che la catena è stata messa lì per sabotare il transito dei treni sarebbe gravissimo. Chi c’è dietro questi atti? Cosa dice oggi la sinistra? Questi gesti folli rischiano di mettere a rischio la vita di centinaia di persone. Se c’è qualcuno che gioca sporco sulla pelle di lavoratori e pendolari solo per mettere in difficoltà il ministro Salvini dovrà rispondere delle proprie azioni. Vogliamo che la verità esca in maniera limpida e cristallina e che si vada fino in fondo con autori e mandanti di questa vergogna”. Così i capigruppo di Camera e Senato della Lega Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.
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