Hamas ha affermato in una nota che la sua delegazione guidata da Khalil al-Hayya è arrivata al Cairo per discutere l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi con Israele. Lo riporta Haaretz citando media internazionali.
I mediatori del Qatar e dell’Egitto stanno “lavorando intensamente” per risolvere la crisi che si è aperta sull’accordo di cessate il fuoco a Gaza, ha detto all’AFP una fonte palestinese, dopo che Israele ha minacciato di riprendere i combattimenti se Hamas non libererà gli ostaggi entro il fine settimana.
“I mediatori del Qatar e dell’Egitto sono in contatto con la parte americana… Stanno lavorando intensamente per risolvere la crisi e costringere Israele ad attuare il protocollo umanitario dell’accordo di cessate il fuoco e ad avviare i negoziati per la seconda fase”, ha detto la fonte, a condizione di anonimato, poiché non era autorizzata a parlare pubblicamente del cessate il fuoco a Gaza.
Hamas ha anche ringraziato la Giordania e l’Egitto per respingere lo “spostamento” della popolazione di Gaza, come proposto dal presidente americano Donald Trump. Hamas “apprezza le posizioni dei nostri fratelli in Giordania e in Egitto che rifiutano lo spostamento del nostro popolo e lavorano a un piano arabo per ricostruire Gaza senza spostare i suoi abitanti”, ha dichiarato Hamas in un comunicato.
La Giordania e l’Egitto, quando Trump ha suggerito di spostare quei 2,4 milioni di abitanti di Gaza, hanno espresso la loro opposizione a questa proposta.
Rubio: ‘Non lasceremo che Hamas si ricostruisca grazie alla tregua’
Per il segretario di Stato americano, Marco Rubio, non si può permettere a Hamas di ricostruirsi approfittando della tregua con Israele.
“La sfida in questo caso è in parte che Hamas continua ad usare le sue reti per introdurre col contrabbando le armi e gli aiuti per sé, per ricostruirsi. Israele non può permettere che questo accada”, ha dichiarato Rubio in un’intervista all’emittente americana NewsNation, ripresa dal Times of Israel in quella che sembra una lancia spezzata in favore della ripresa della guerra a Gaza minacciata dal premier israeliano Benyamin Netanyahu e dal presidente Usa, Donald Trump.
“Israele non può permettere che ciò accada. Non si può consentire a Hamas di usare il cessate il fuoco per ricostruirsi e recuperare le forze”, ha continuato Rubio, aggiungendo: “È un cessate il fuoco, ma non è un cessate il fuoco stupido”. Hamas negli ultimi giorni ha minacciato di non rilasciare i prossimi tre ostaggi destinati a essere liberati sabato, sostenendo che Israele ha violato il cessate il fuoco limitando il flusso di aiuti, un’affermazione respinta da Gerusalemme. Ma secondo Rubio, “non si può credere a nulla di ciò che dice Hamas”.
Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri tedesco Sebastian Fischer ha detto che “il nostro appello e la nostra richiesta ad Hamas è di attenersi all’accordo e di consegnare gli altri tre prigionieri nel weekend”, esprimendo preoccupazione per il rischio che questa non venga rispettata.
“La tregua è un grande successo e va stabilizzata, per arrivare a una soluzione di medio periodo”, ha aggiunto. Incalzato dalle domande, Fischer ha sottolineato che entrambe le parti debbano attenersi all’intesa.
‘Sisi non andrà negli Usa se in agenda c’è il piano Trump’
Il presidente egiziano Abdel-Fattah al Sisi non andrà a Washington per incontrare Donald Trump se l’agenda dei colloqui includerà il piano Usa di sfollare i palestinesi da Gaza: lo hanno fatto sapere due fonti di sicurezza del Cairo, secondo quanto riportano i media israeliani.
Trump aveva invitato Sisi durante una telefonata lo scorso primo febbraio, ma ancora non era stata programmata una data del faccia a faccia. Ieri il governo egiziano ha annunciato di voler presentare un programma organico per la ricostruzione della Striscia che “garantisca i palestinesi rimangano nella loro terra”.
Cina e Lega Araba respingono il piano Trump per Gaza
Spostare i palestinesi dai loro territori della Striscia di Gaza e della Cisgiordania è “inaccettabile”, ha affermato mercoledì il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit.
“È inaccettabile per il mondo arabo che ha combattuto questa idea per 100 anni”, ha affermato Gheit al World Governments Summit di Dubai, quando gli è stato chiesto del piano di Donald Trump di spostare gli abitanti di Gaza.
Gaza “appartiene ai palestinesi” e la Cina si oppone alla riallocazione “forzata”. E’ quanto ha ribadito il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, in merito all’insistente proposta del presidente Trump di fare della Striscia di terra una ‘Riviera del Medio Oriente’, trasferendo altrove gli abitanti di Gaza. “Gaza appartiene ai palestinesi ed è parte integrante del territorio palestinese. Ci opponiamo allo spostamento forzato della popolazione di Gaza”, ha detto Guo Jiakun, nel corso del briefing quotidiano.
Macron sul piano Trump: ‘Gaza non è una terra vuota’
“Gaza non è una terra vuota, è un territorio in cui vivono due milioni di persone. Non si può dire a due milioni di persone: ok, adesso sapete che c’è? Vi dovete spostare”: è una delle affermazioni durante un’intervista del presidente francese, Emmanuel Macron, all’emittente americana Cnn, rispondendo a una domanda sul piano di Donald Trump per Gaza.
Per il capo dell’Eliseo, che non aveva ancora reagito al piano del nuovo presidente francese per Gaza, la soluzione per il territorio devastato da 15 mesi di guerra dev’essere “politica” e non “immobiliare”.
Un progetto “efficace” per risollevare il territorio abitato da milioni di palestinesi “non significa automaticamente mancare di rispetto alla popolazione palestinese – ha aggiunto Macron – e allo stesso tempo alla Giordania e all’Egitto”. Il presidente francese ha inoltre ribadito il suo “disaccordo” con il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahou:
“Ancora una volta – ha sottolineato – dichiaro che non credo che un’operazione così massiccia, che abbia nel mirino dei civili, sia la risposta giusta”.
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