Parla il vulcanologo e sismologo dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia Giuseppe De Natale: “Da un punto di vista sismico, non c’è nulla da rassicurare. Quello che sta succedendo oggi è un processo estremamente semplice, prevedibile e previsto già da molti anni. A mano a mano che il suolo si alza, la sismicità aumenta, sia come numero di terremoti che per quanto riguarda la magnitudo massima. Il suolo si solleva perché c’è un aumento di pressione, è come se fosse un manometro di pressione. Con il sollevamento del suolo e dal 2006 ad oggi si è sollevato di 1,4 metri al centro di Pozzuoli, vuol dire che la pressione all’interno delle rocce aumenta.
La pressione interna, oltre a far sollevare il suolo, spacca le rocce e quindi genera terremoti. Ecco perché dal 2006 e fino al 2018, i terremoti erano pochi e molto piccoli. Adesso che il suolo si è sollevato anche più del livello massimo raggiunto nel 1984, la sismicità è diventata peggiore di quegli anni.
C’è un decreto Campi Flegrei che è stato convertito in legge che già è in vigore dal 12 ottobre del 2023. Il decreto prevede che si facciano delle verifiche sugli edifici pubblici e privati, almeno nell’area più a rischio che è ben determinata e anche abbastanza ampia secondo la legge, e provvedere a ristrutturare o ad evacuare a spese dello Stato, gli edifici che non sono in sicurezza. C’è anche una struttura commissariale che è stata istituita proprio per il decreto legge Campi Flegrei. Il problema sono i tempi. Se non si fa, prima o poi, qualche edificio particolarmente fatiscente collassa”.
