Ucraina: a Kiev si muore ancora, uccisa anche una giornalista – Europa – Ansa.it

Ucraina: a Kiev si muore ancora, uccisa anche una giornalista – Europa – Ansa.it


Altri morti e feriti in Ucraina, dove soprattutto per i civili la pace resta un miraggio: il bilancio degli ultimi massicci raid russi è di almeno 8 vittime, tra loro anche una nota giornalista, Tetiana Kulyk, colpita con il marito non sulla linea del fronte ma in casa propria a Bucha, il tragicamente noto sobborgo di Kiev teatro di uno tra i più brutali momenti della guerra. Kulyk, autrice e conduttrice del progetto ‘Nazione degli invincibili’, era caporedattrice dell’agenzia Ukrinform.

 

“Era una grande giornalista, ha realizzato molti programmi sulla nostra lotta e sui nostri eroi. Ieri avevamo parlato di preparare un’intervista con Kyrylo Budanov. Rimarrà sempre nei nostri cuori”, ha detto l’ad della testata, Serhiy Cherevaty. E al lutto si è unito anche lo stesso Budanov, il celebre capo dell’intelligence militare ucraina, il Gur: quello di Mosca è stato un “attacco vile”, i responsabili dei crimini di guerra russi “verranno puniti”. E il suo servizio ha dimostrato di saperlo sanguinosamente fare anche oltreconfine. Kulyk è rimasta uccisa con il marito, il medico chirurgo Pavlo Ivanchov. Con lei sale a 23 il numero di giornalisti di ambo le parti uccisi dall’inizio del conflitto tre anni fa, stima la Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj). La sua abitazione è stata centrata secondo i resoconti da un un drone iraniano Shaeed, uno dei tanti lanciati dai russi nel corso dell’ennesima notte di fuoco.

 

In totale sono entrati in azione 177 droni, mentre sei bombe russe hanno causato almeno 5 morti e 11 feriti a Kostiantynivka, nel Donetsk. E dopo mesi di sofferenza sul campo, l’esercito ucraino ha rivendicato il successo di una controffensiva nei pressi di Pokrovsk, obiettivo in Ucraina orientale dell’avanzata russa, e nei pressi di un’importante autostrada collegata con Dnipro. Nell’area, i paracadutisti hanno “preso il controllo della città di Kotlyne”, sventando il tentativo russo di “raggiungere l’autostrada Pokrovsk-Dnipro”, per il quale aveva inviato sul terreno “ingenti forze”. Kiev è poi tornata a colpire in Crimea, dove ha preso di mira due scali militari, e nella regione russa di Krasnodar: qui “almeno 40 esplosioni” si sono registrate nei pressi dell’obiettivo dell’attacco, la raffineria di Tuapse “fondamentale per il rifornimento” dei soldati di Mosca. Sull’altro fronte invece, il Cremlino rivendica di aver ripreso il controllo di Orlovka e Pogrebki nel Kursk russo. Il ministero della Difesa assicura che l’offensiva continuerà.

 

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