Mosca: ‘I territori annessi non sono negoziabili’ – Notizie – Ansa.it

Mosca: ‘I territori annessi non sono negoziabili’ – Notizie – Ansa.it


I primi contatti con l’amministrazione di Donald Trump suscitano “speranza”, ma la Russia deve rimanere in guardia da alcune “élite occidentali” decise a far fallire questo dialogo. Vladimir Putin dà un giudizio positivo dei contatti in corso con Washington, nel giorno in cui ad Istanbul c’è stato un nuovo incontro a livello di funzionari diplomatici per discutere della regolarizzazione dell’attività delle rispettive rappresentanze, ostacolata da mutue espulsioni e restrizioni a partire dall’inizio del conflitto ucraino, tre anni fa.

Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha comunque smorzato gli eccessivi entusiasmi: “Nessuno si aspetta decisioni facili e rapide” per la conclusione del conflitto, ha detto. E la questione territoriale sembra fra le più difficili da risolvere.

“I territori che sono diventati soggetti della Federazione Russa, che sono citati nella Costituzione, sono parte indivisibile del nostro Paese, la Russia”, ha detto Peskov, negando che Mosca sia disposta a negoziati su questo aspetto.

Una risposta allo stesso Trump, il quale solo poche ore prima aveva annunciato che gli Usa avrebbero lavorato “duramente” per fare recuperare all’Ucraina “più territori possibile”. Da parte sua, il ministero degli Esteri ucraino ha definito “ridicolo” quanto detto da Peskov, affermando che “la Russia non può rivendicare nessuno dei territori ucraini”.

In contemporanea con le dure dichiarazioni di Peskov, erano in corso nel Consolato generale americano di Istanbul i colloqui tra la delegazione statunitense e quella russa, durati sei ore e mezza. La delegazione russa era guidata da Alexander Darchiev, direttore del dipartimento Nord America del ministero degli Esteri russo, secondo alcuni prossimo alla nomina di ambasciatore negli Usa. Quella americana da Sonata Coulter, vice assistente segretario di Stato per l’Eurasia.

Ancor prima che finisse l’incontro, Putin ha avuto commenti distensivi, giudicando che “i primi contatti con la nuova amministrazione americana suscitano alcune speranze” e che entrambe le parti sono decise a lavorare alla soluzione del “colossale volume di problemi sistemici e strategici accumulati nell’architettura mondiale”.

“Sono stati proprio questi problemi a provocare a suo tempo la crisi ucraina e altre crisi regionali”, ha aggiunto il capo del Cremlino. Ma “non tutti sono soddisfatti della ripresa dei contatti russo-americani”. Anzi, ha proseguito Putin, “alcune élite occidentali sono ancora decise a mantenere l’instabilità nel mondo” e “cercheranno di interrompere o compromettere il dialogo iniziato”.

Primi sul banco degli imputati, ovviamente, i Paesi europei, che secondo Zakharova vogliono “sabotare ogni accordo, ogni iniziativa e ogni processo negoziale con ogni mezzo”. La portavoce ha anche denunciato “l’incitamento all’odio contro la Russia e il suo popolo” da parte di “autorità francesi”, che a suo parere hanno avuto come “risultato diretto” l’attacco con bottiglie molotov il 24 febbraio contro il consolato russo a Marsiglia. “E’ stato solo grazie alla fortuna che nessuno è rimasto ferito”, ha aggiunto Zakharova, descrivendo l’episodio come “un atto terroristico”.

Per questo attacco la polizia francese ha fermato alcune ore dopo due persone, che secondo i media locali sono stati bloccati dagli agenti mentre partecipavano ad una manifestazione a sostegno dell’Ucraina. 

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