Un’altra notte di riposo per il Papa al Gemelli, per la polmonite situazione stabile – Cronaca – Ansa.it

Un’altra notte di riposo per il Papa al Gemelli, per la polmonite situazione stabile – Cronaca – Ansa.it


“Il Papa ha riposato bene tutta la notte”. Lo comunica la Sala stampa vaticana. 

Al suo diciottesimo giorno di ricovero al Policlinico Gemelli, stamattina “si è svegliato, ha fatto colazione e ha cominciato le terapie della giornata”, riferiscono fonti vaticane. Secondo le stesse fonti, il fatto che stanotte il Pontefice abbia “riposato bene” fa pensare che, come avvenuto già ieri, non sia sottoposto a ventilazione meccanica, e che la somministrazione di ossigeno avvenga tramite le cannule nasali. Per quanto riguarda la polmonite bilaterale, “la situazione è stabile”, seguendo quella che era stata descritta nei giorni scorsi come “un’evoluzione naturale per una persona sottoposta alla terapia”. 

Al momento non sarebbe “immediato” un nuovo incontro con la stampa dei medici che hanno in cura il Papa, si spiega da Oltretevere, in attesa dei nuovi bollettini medici e di una valutazione che indichi le prospettive e l’eventuale possibilità per i prossimi giorni.

Rosari a S. Pietro per il Papa, stasera presiede il cardinale Prevost

Prosegue la maratona di preghiera dei rosari serali in Piazza San Pietro per la salute di papa Francesco ricoverato al Gemelli. Questa sera sarà il cardinale Robert Francis Prevost, prefetto del Dicastero per i Vescovi, a guidare la recita del Rosario alle ore 21.00, con la partecipazione dei fedeli e dei cardinali presenti a Roma. Lo comunica su X la Segreteria di Stato della Santa Sede.

Il Papa: ‘Non sarà la tecnocrazia a salvarci’

“L’ascolto delle scienze ci propone continuamente nuove conoscenze. Consideriamo quanto ci dicono sulla struttura della materia e sull’evoluzione degli esseri viventi: ne emerge una visione molto più dinamica della natura rispetto a quanto si pensava ai tempi di Newton. Il nostro modo di intendere la ‘creazione continua’ va rielaborato, sapendo che non sarà la tecnocrazia a salvarci (cfr Lett. enc.Laudato si’, 101): assecondare una deregulation utilitarista e neoliberista planetaria significa imporre come unica regola la legge del più forte; ed è una legge che disumanizza”. Lo afferma papa Francesco nel Messaggio inviato ai partecipanti all’Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, datato “dal Policlinico ‘Gemelli’, 26 febbraio 2025”. 

“Nell’Assemblea generale di quest’anno – sottolinea il Papa – vi siete proposti di affrontare la questione che oggi viene definita ‘policrisi’. Essa riguarda alcuni aspetti fondamentali della vostra attività di ricerca nel campo della vita, della salute e della cura. Il termine ‘policrisi’ evoca la drammaticità della congiuntura storica che stiamo vivendo, in cui convergono guerre, cambiamenti climatici, problemi energetici, epidemie, fenomeno migratorio, innovazione tecnologica”.

Secondo Francesco, “l’intreccio di queste criticità, che toccano contemporaneamente diverse dimensioni della vita, ci induce a interrogarci sul destino del mondo e sulla nostra comprensione di esso”. E per il Pontefice, “un primo passo da compiere è quello di esaminare con maggiore attenzione quale sia la nostra rappresentazione del mondo e del cosmo”. “Se non facciamo questo – avverte – e se non analizziamo seriamente le nostre resistenze profonde al cambiamento, sia come persone sia come società, continueremo a fare ciò che abbiamo fatto con altre crisi, anche recentissime”. “Pensiamo alla pandemia da covid – aggiunge -: l’abbiamo, per così dire, ‘sprecata’; avremmo potuto lavorare più a fondo nella trasformazione delle coscienze e delle pratiche sociali (cfr Esort. ap. Laudate Deum, 36)”. “E un altro passo importante per evitare di rimanere immobili, ancorati alle nostre certezze, alle nostre abitudini e alle nostre paure – suggerisce Bergoglio -, è ascoltare attentamente il contributo dai saperi scientifici”. 

Il Papa: ‘Migranti, missionari di speranza’ tema Giornata mondiale

Papa Francesco ha scelto come tema della 111/a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: “Migranti, missionari di speranza”. “Alla luce del Giubileo – si legge in una nota del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale -, il tema evidenzia il coraggio e la tenacia dei migranti e dei rifugiati, i quali testimoniano quotidianamente la speranza nel futuro nonostante le difficoltà. È la speranza di raggiungere la felicità anche oltre i confini, la speranza che li porta ad affidarsi totalmente a Dio”.

Migranti e rifugiati diventano “missionari di speranza” “nelle comunità in cui vengono accolti, contribuendo spesso a rivitalizzarne la fede e promuovendo un dialogo interreligioso basato su valori comuni. Essi ricordano alla Chiesa il fine ultimo del pellegrinaggio terreno, cioè il raggiungimento della Patria futura”.
Quest’anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato non ricorrerà come di consueto l’ultima domenica di settembre, ma verrà celebrata il 4 e 5 ottobre, in occasione del Giubileo del Migrante e del Mondo Missionari.

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