Il femminicidio di Iris Setti, ergastolo per Nweke – Notizie – Ansa.it

Il femminicidio di Iris Setti, ergastolo per Nweke – Notizie – Ansa.it


Massima pena per omicidio aggravato, violenza sessuale e rapina. Dopo una camera di consiglio durata oltre sei ore, la Corte d’assise di Trento ha condannato all’ergastolo Chukwuka Nweke, 39enne di origine nigeriana, nell’ambito del processo per l’uccisione di Iris Setti, avvenuta il 5 agosto 2023 nel parco Nikolajewka di Rovereto. Accogliendo la tesi dell’accusa, la corte, presieduta dal giudice Rocco Valeggia, ha rigettato in toto la richiesta di riconoscimento dell’incapacità di intendere dell’imputato al momento del fatto, avanzata dalla difesa ed ha escluso anche l’applicazione delle attenuanti generiche.

L’omicidio di Iris Setti aveva sconvolto l’intera comunità della Vallagarina, per l’efferatezza con cui era stato compiuto ai danni di una persona conosciuta e stimata all’interno della comunità. La donna, che rientrava a casa dopo una serata trascorsa a casa della madre anziana, era stata brutalmente aggredita mentre attraversava i giardini pubblici Nikolajewka, stuprata e poi rapinata di un anello. Trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento, era poi deceduta nel corso della notte tra il 5 e il 6 agosto a causa delle ferite riportate nell’aggressione. Dall’autopsia era emerso che sono stati sferrati non meno di 49 colpi, in buona parte portati al volto della vittima. Durante la requisitoria, il pm Fabrizio De Angelis aveva parlato di “un’aggressione di una violenza inaudita”.

Secondo la sua ricostruzione, “l’azione violenta di Nweke, pur portata con le mani, aveva la volontà di uccidere”. Nel corso del dibattimento, la difesa, assunta pro bono dall’avvocato Andrea Tomasi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Rovereto, aveva posto l’accento sull’imputabilità di Nweke, rilevando una possibile incapacità di intendere e volere e avanzando la tesi della cosiddetta “sindrome di Koro”. La tesi si scontrava tuttavia con la perizia effettuata durante l’incidente probatorio da parte dello psichiatra Fabio Bonadiman, che aveva considerato l’uomo in grado di intendere e volere e di partecipare coscientemente al processo. La perizia era stata confermata dal consulente tecnico nominato dal pubblico ministero, lo psichiatra Ermanno Arreghini. Prima che la Corte si ritirasse per decidere, Nweke ha chiesto di poter rilasciare alcune dichiarazioni. “Piango tutto il giorno in carcere. Non ho fatto niente. Per favore aiutami”, ha detto con voce quasi incomprensibile.

I parenti della 61enne si sono costituiti parti civili con i legali Andrea De Bertolini e Giovanni Rambaldi. “Giustizia è fatta” ha detto, al termine della lettura della sentenza, lo zio della donna, Aldo Santacatterina. “Le richieste del pubblico ministero sono state accolte e riteniamo la pena giusta ed equa. Non c’è motivo di gioire: ma consegniamo ai familiari un risultato congruo con quanto successo”, ha poi commentato a margine l’avvocato De Bertolini. Oltre all’ergastolo e alle pene accessorie, la Corte d’assise ha previsto dieci mesi di isolamento diurno e ha dichiarato Nweke decaduto dalla responsabilità genitoriale. È stata prevista anche una provvisionale di 100mila euro per la madre di Iris Setti e 50mila per ciascuno dei due zii costituitisi parti civili. La sentenza verrà depositata in 90 giorni. La difesa ha annunciato la possibilità di valutare il ricorso in appello.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link