Argentina: guerriglia urbana davanti al Congresso per la protesta dei pensionati – Notizie – Ansa.it

Argentina: guerriglia urbana davanti al Congresso per la protesta dei pensionati – Notizie – Ansa.it


    Almeno una decina di persone sono rimaste ferite, due in modo grave, e più di 100 sono stati fermate dopo che l’ennesima  manifestazione di protesta dei pensionati – che si ripete ogni mercoledì a Buenos Aires – è sfociata in violenti scontri con le forze dell’ordine, anche a causa della forte presenza di gruppi di ultrà delle principali squadre di calcio locali, nonché di militanti sindacali opposti al governo di Javier Milei. 

    Durante ore si sono ripetuti scontri e cariche della polizia con lacrimogeni, pallettoni e idranti intorno alla sede del Congresso, mentre anche nell’emiciclo ci sono state zuffe fra i parlamentari, che hanno portato alla sospensione dei lavori.

 

    Il clima era teso già dall’inizio della protesta, convocata per le 17.00 (le 20.00 Gmt) ma  è degenerato a misura che cadeva la notte nella capitale argentina. Fra i feriti ci sono vari agenti della polizia locale, uno dei quali è molto grave dopo essere stato raggiunto da uno sparo alla testa, mentre il secondo ferito grave è Pablo Grillo, un fotografo di  una testata locale, secondo informazioni del canale A24. Moto, automobili e veicoli delle forze dell’ordine sono stati dati alle fiamme, cosi come decine di cassonetti della spazzatura.

    Fra il centinaio di persone fermate durante gli episodi di violenza ci sono molti ultrà di diversi  club calcistici, molti di loro indossando la maglia della squadra del cuore.  Questo particolare ha portato la Federcalcio argentina (Afa) ad esprimere la sua indignazione, giacché considera che lo sport non ha niente a che fare con la politica e non dovrebbe essere implicato in questo tipo di avvenimento. 

    L’appello alla tradizionale manifestazione, che si ripete ogni mercoledì da mesi, si è esteso negli ultimi giorni attraverso i social network, portando così all’adesione di gruppi di tifosi organizzati di  River Plate, Boca Junior, Independiente, Racing, Argentinos Juniors, Estudiantes, Rosario Central e altre squadre..

      La vasta piazza antistante la sede del Congresso è diventata un vero e poprio campo di battaglia. Gruppi di manifestanti hanno distrutto le piastrelle per lanciarle contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni, pallettoni e idranti. 

    Il governo di Milei aveva avvertito che non sarebbero stati tollerati disordini. La settimana scorsa si era registrata la partecipazione di elementi della tifoseria del Chacarita e la manifestazione era poi degenerata in scontri con la polizia con il ferimento anche di alcuni pensionati. L’episodio ha destato quindi la “solidarietà” delle altre tifoserie che hanno convocato i loro aderenti per partecipare alla manifestazione.

     La ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich, aveva annunciato che verrà arrestato chiunque partecipi a episodi di violenza. Nella giornata di ieri il governo ha pubblicato anche una nuova ordinanza che introduce il divieto di ingresso a manifestazioni sportive a chiunque si renda responsabile della violazione dell’ordine pubblico. 

 

Un magistrato ordina la liberazione dei detenuti

     La giustizia argentina ha ordinato “l’immediata liberazione” di tutte le 114 persone (oltre 150 secondo fonti giornalistiche) arrestate in flagranza di reato durante gli scontri tra manifestanti e polizia davanti al parlamento, nel contesto delle mobilitazioni dei pensionati contro i tagli del governo di Milei. Lo riporta Pagina 12.

    Secondo la giudice Karina Andrade “essendo in gioco il diritto costituzionale fondamentale di manifestare in modo democratico e quello della libertà di espressione”, fatto salvo “il parere sull’applicazione del diritto sostanziale o sulle indagini che la procura può proseguire nell’accertamento dell’esistenza di condotte criminose” resta preclusa “l’applicazione della procedura di flagranza”.

    La posizione della magistratura stride con quella del governo. Su X la ministra della Sicurezza nazionale, Patricia Bullrich, ha infatti dichiarato che “gli oltre cento arrestati rischiano condanne fino a 20 anni di prigione” grazie “alla nuova legge antimafia” approvata del governo.

     Il governo ha reagito criticando la scarcerazione dei manifestanti arrestati. “La giudice Karina Giselle Andrade ha ordinato il rilascio dei 114 detenuti che, insieme a molti altri, hanno distrutto la città di Buenos Aires e attaccato le forze di sicurezza ieri”, ha affermato su X il portavoce presidenziale Manuel Adorni.

     “La giustizia della porta girevole è direttamente responsabile dell’insicurezza in Argentina. Coloro che si battono per l’impunità in ogni sentenza sono complici”, ha aggiunto. 

  

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