Il centrodestra ci riprova. E con un blitz al decreto legge sulle elezioni in discussione in Senato prova a mettere a segno una modifica del meccanismo elettorale per i Comuni sopra i 15mila abitanti abbassando al 40% la soglia oltre la quale non scatta il ballottaggio e si diventa sindaco.
Lo fa attraverso un emendamento a firma di tutti i capigruppo che prevede anche un premio di maggioranza per le liste collegate per arrivare al 60% dei seggi in consiglio. Si tratta di una battaglia non nuova per il centrodestra che, provò, senza riuscirvi, almeno in altre due occasioni a portare a casa la misura anti-ballottaggi. Insorge l’opposizione pronta a “fare le barricate” contro la proposta.
“Chiediamo il ritiro di questo emendamento – dice la leader Dem Elly Schlein – che consideriamo una grave provocazione. Altrimenti useremo tutti gli strumenti parlamentari possibili per opporci a tale scempio”.
E anche i Comuni sono sul piede di guerra. L’Anci si augura un “ripensamento” e critica l’eventuale modifica a quello che “risulta essere il miglior sistema elettorale del nostro Paese”. Il centrodestra, però, rivendica la propria scelta evidenziando che si tratta di una “prerogativa parlamentare”.
Al presidente della commissione Affari Costituzionali, Alberto Balboni, il compito di vagliare l’ammissibilità. Balboni, dopo un ufficio di presidenza nel quale sono intervenute tutte le opposizioni, con i capigruppo del Pd Francesco Boccia, di M5s Stefano Patuanelli e di Avs Peppe De Cristofaro ma anche Ivan Scalfarotto per Iv e Marco Lombardo per Azione – si è preso il weekend per studiare la questione.
“Prima di pronunciarmi voglio approfondirla bene anche verificando se esistano precedenti conformi o difformi”, evidenzia sottolineando che in ogni caso le questioni rilevate dal centrosinistra non sono “campate in aria” visto che per legge i decreti in materia di sistemi di voto sono vietati.
Tace il Colle vista anche la presa di posizione del presidente Balboni che ha fatto sapere che studierà il caso. Nel centrodestra, però, qualcuno tira in ballo a sostegno delle proprie tesi un precedente del governo Conte bis. Il tema verrà approfondito nel metodo assicura anche il presidente del Senato Ignazio La Russa che, nel merito, però dice di non essere “scandalizzato” dalla questione.
Il provvedimento, peraltro, diventa oggetto di proposte anche su altri fronti. Oltre ai ballottaggi dunque FI ipotizza con un emendamento di far slittare l’ineleggibilità o la decadenza di sindaci o governatori solo al termine del processo e non già all’appello come previsto ora. E ancora, Fratelli d’Italia propone di aumentare il numero dei consiglieri regionali e di due unità quello degli assessori nelle regioni sotto i due milioni di persone.
Non è chiaro, infine, se in questo provvedimento possa entrare la modifica che dovrebbe riguardare il voto degli italiani all’estero dopo la sentenza della Corte Costituzionale riguardante l’accertamento della pienezza dell’esercizio del loro diritto di voto. Di certo un intervento di questo tipo aprirebbe in qualche modo anche il cantiere della legge elttorale.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
