I cardinali ringraziano Becciu: ‘La giustizia chiarirà’ – Dall’addio a Francesco al nuovo Papa – Ansa.it

I cardinali ringraziano Becciu: ‘La giustizia chiarirà’ – Dall’addio a Francesco al nuovo Papa – Ansa.it


E’ come una specie di sospiro di sollievo quello che hanno levato i cardinali delle congregazioni pre-Conclave dopo la soluzione del caso Becciu, che tanto imbarazzo aveva suscitato nelle fasi preparatorie e altrettanto rischiava di suscitarne anche dopo l’elezione del nuovo Papa.

Sulla vicenda, la Congregazione dei cardinali “ha preso atto che egli, avendo a cuore il bene della Chiesa, nonché per contribuire alla comunione e alla serenità del Conclave, ha comunicato la sua decisione di non partecipare ad esso”.

Al riguardo, in una dichiarazione, “esprime apprezzamento per il gesto da lui compiuto ed auspica che gli organi di giustizia competenti possano accertare definitivamente i fatti”.

Ma se il caso Becciu appare risolto per quanto riguarda il Conclave, la vicenda di certo non si esaurisce qui. Il porporato sardo è fermamente intenzionato ad avere una riabilitazione, dopo essere stato privato nel 2020 da papa Francesco dei diritti del cardinalato, e a dimostrare la propria innocenza, dopo la condanna in primo grado nel processo per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato e la compravendita del palazzo di Londra a cinque anni e sei mesi di reclusione per i reati di peculato e truffa aggravata ai danni della Santa Sede.

Il prossimo 22 settembre inizierà in Vaticano il processo d’appello, ma in tutte le sede Becciu continua a proclamare di essere stato vittima di una “macchinazione”: e anche la pubblicazione di chat relative al suo processo, finite anche alle Iene, a suo avviso lo dimostrerebbe. Ma la congregazione generale non si è occupata solo del caso Becciu. I cardinali hanno ratificato che lo stesso papa Francesco, nominando cardinali elettori che vanno oltre il limite di 120 definito da Paolo VI e confermato di Giovanni Paolo II, ha deciso di fatto che anche gli eccedenti abbiano diritto a votare in Conclave. In quello che si celebrerà a partire da mercoledì 7 maggio sono 135 gli aventi diritto, ma i presenti, al momento, saranno due di meno, 133: la quota dei due terzi per essere eletto scenderà quindi da 90 a 89.

Assenti per malattia lo spagnolo Antonio Canizares Llovera e il kenyano John Njue, mentre il bosniaco Vinko Puljic, cui i medici hanno dato il permesso di recarsi a Roma, voterà non nella Sistina ma da Casa Santa Marta. Alla settima Congregazione generale hanno partecipato 181 cardinali, di cui 124 elettori. Nella prima parte della mattinata, ha riferito il portavoce vaticano Matteo Bruni, si è parlato della situazione economica e finanziaria della Santa Sede. Il cardinale Reinhard Marx, coordinatore del Consiglio per l’Economia, ha presentato un quadro aggiornato delle sfide e delle criticità esistenti, offrendo proposte orientate alla sostenibilità e ribadendo l’importanza che le strutture economiche continuino a sostenere stabilmente la missione del Papato. Il cardinale Kevin Farrell è intervenuto sul ruolo e le attività del Comitato per gli Investimenti, di cui è presidente, mentre è toccato al cardinal Christoph Schönborn, presidente della Commissione Cardinalizia di vigilanza dello Ior, offrite una fotografia sulla situazione attuale dell’Istituto. Il cardinale Fernando Vergez Alzaga, presidente emerito del Governatorato, è intervenuto su alcuni dettagli relativi al Governatorato, con riferimento anche ad alcuni lavori di ristrutturazione che interessano edifici dello Stato e al supporto fornito alla Sede Apostolica. Infine ha parlato il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere apostolico, illustrando l’impegno del Dicastero per il servizio della carità. Si è poi passati alla lettura del comunicato al Popolo di Dio, quello in cui i cardinali, “di fronte alla grandezza del compito imminente e alle urgenze dei tempi presenti”, chiedono “di essere sostenuti dalla preghiera di tutti i fedeli”. Poi sono seguiti 14 interventi.

Tra i temi affrontati, una riflessione sull’ecclesiologia del Popolo di Dio, con particolare riferimento alla sofferenza causata dalla polarizzazione all’interno della Chiesa e alle divisioni nella società. Richiamato più volte il valore della sinodalità, in stretta connessione con la collegialità episcopale, come espressione di corresponsabilità differenziata. È stata trattata in più occasioni la questione delle vocazioni sacerdotali e religiose, in rapporto al rinnovamento spirituale e pastorale della Chiesa. Diversi interventi hanno fatto riferimento ai documenti del Concilio Vaticano II, in particolare alle Costituzioni Apostoliche Lumen Gentium e Gaudium et Spes. Si è parlato di evangelizzazione, con insistenza sulla necessaria coerenza tra l’annuncio del Vangelo e la testimonianza concreta della vita cristiana. Le prossime congregazione sono in programma venerdì e sabato.

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