“Sono il secondo giornalista di Fanpage ad essere stato spiato”. Con queste parole Ciro Pellegrino annuncia di essere stato vittima di un attacco hacker. Diversamente da quanto accaduto al direttore della testata, Francesco Cancellato, non è stato Meta ad avvisare il giornalista ma direttamente Apple, la casa costruttrice del suo telefonino.
“Apple – recita il messaggio – ha rilevato un attacco spyware mercenario mirato contro il tuo iPhone. […] È probabile che questo attacco ti stia prendendo di mira specificamente per via della tua identità o delle tue attività”.
Non è chiaro se lo spyware sia Graphite, il software di Paragon che era stato utilizzato per altre utenze italiane, tra cui proprio Cancellato e alcuni attivisti di Mediterranea.
A raccontare l’episodio è lo stesso giornalista che, sentito dall’ANSA, annuncia che nei prossimi giorni presenterà regolare denuncia. “In questo momento – dice – provo molta rabbia e sorpresa. Ancora non riesco a credere che tutto questa stia succedendo a me”. Pellegrino, capo della redazione di Napoli di Fanpage, spiega di aver ricevuto prima una mail e poi un sms da Apple, in cui veniva avvisato della violazione. “Inizialmente pensavo fosse una truffa – racconta -, poi invece ho scoperto che era tutto vero. Ho sentito anche il direttore Cancellato, che era proprio a Napoli con me, e abbiamo coinvolto le due società private per l’analisi del dispositivo e ci hanno confermato la veridicità del messaggio Apple”.
Nella mail la società spiegava che “la notifica di oggi viene inviata agli utenti interessati in 100 Paesi e, ad oggi, abbiamo notificato utenti in oltre 150 Paesi in totale. Il costo elevato, la sofisticatezza e la natura globale rendono gli attacchi di spyware mercenari tra le minacce digitali più avanzate attualmente esistenti”.
In questo momento, aggiunge Pellegrino, è difficile da capire se lo spyware che ha infettato il suo dispositivo sia lo stesso utilizzato per Cancellato che, invece, era stato avvisato da Meta e non da Apple. Nei prossimi giorni, quando arriverà l’esposto da parte del giornalista, si attiveranno anche gli investigatori per capire cosa sia accaduto e perché un reporter sia finito per la seconda volta nelle maglie di uno spyware.
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