L’Ue esulta, ‘dalla Romania un segnale anti-sovranisti’ – Notizie – Ansa.it

L’Ue esulta, ‘dalla Romania un segnale anti-sovranisti’ – Notizie – Ansa.it


Un lungo sospiro di sollievo ha attraversato domenica notte il quartiere europeo a Bruxelles.

La Romania, tassello importante nell’architettura geopolitica e della sicurezza comunitaria, rischiava di fare un passo di lato rispetto all’Ue. La vittoria di Nicusor Dan su George Simion ha però spazzato via i crescenti timori di un ulteriore Paese membro nelle mani degli euroscettici.

Prima Ursula von der Leyen, subito dopo Antonio Costa, hanno lasciato da parte le tradizionali prudenza e neutralità quasi esultando su X per il “forte segnale” arrivato da Bucarest. Un segnale che, all’interno del Consiglio europeo, permetterà ai vertici Ue di non trovarsi dinnanzi ad altri veti su dossier cruciali, come la difesa o l’allargamento.

 

 

A Bruxelles, da qualche mese, è scattata una sorta di chiamata alle armi anti-sovranista. Il succedersi degli exploit dell’ultradestra allarma anche chi, come il Ppe, si è mostrato più volte aperto ad intese con i Conservatori o con i Patrioti al Pe. C’era poi un’appendice non secondaria, quella delle ingerenze di Mosca. La Romania, nel dicembre scorso, ha infatti visto l’annullamento del primo turno delle presidenziali vinto dal filo-russo Calin Georgescu a causa – secondo l’Alta Corte – proprio delle interferenze di Mosca. Simion aveva provato a raccogliere le preferenze date a Georgescu, sebbene le sue posizioni sulla guerra in Ucraina fossero più vicine a quelle dell’Ue.

Ma a Bruxelles nessuno si fidava. E l’affermazione di Dan ha scacciato gli incubi più bui. “Continueremo ad essere partner affidabili dell’Ue”, è stato il suo mantra ripetuto nelle conversazioni telefoniche post-voto. E il riverbero delle elezioni romene era arrivato anche in Italia, complice la stretta alleanza politica tra Giorgia Meloni e il leader Aur. Simion negli ultimi giorni di campagna era stato a Roma, accolto prima da Meloni (sono nello stesso gruppo, al Pe) e poi da Matteo Salvini. L’endorsement della premier al candidato sovranista non era piaciuto a tutti a Bruxelles. Meloni, in ogni caso, non ha tardato a congratularsi con Dan, “dicendosi fiduciosa che potremo costruire una collaborazione costruttiva” per “promuovere la pace, la stabilità, la prosperità dei nostri popoli e dell’Europa”. Più corpose le congratulazioni del presidente Sergio Mattarella che, martedì pomeriggio, tra l’altro, inizierà la sua visita presso le istituzioni Ue.

“La Sua brillante affermazione elettorale costituisce uno sviluppo di grande rilevanza non soltanto per la Romania ma per l’ulteriore avanzamento del processo di integrazione europea”, ha sottolineato il capo dello Stato in un messaggio a Dan. La sconfitta di Simion ha scatenato la dura reazione del Cremlino – “sono state elezioni come minimo strane”, ha detto il suo portavoce – mentre tra gli eurodeputati di Fdi, con un filo di irritazione, si è scelto di guardare avanti. “Il ‘tutti contro uno’ stavolta ha funzionato, ma sono certo che siamo solo all’inizio di una stagione di successi”, ha sottolineato Carlo Fidanza mentre Nicola Procaccini ha allargato il giudizio a Polonia e Portogallo. E, in entrambi i Paesi, la destra si è dimostrata in gran forma: a Lisbona Chega ha spezzato il tradizionale bipartitismo lusitano, a Varsavia il candidato di Donald Tusk, Rafał Tzaskowski è atteso da un ballottaggio insidiosissimo: il suo avversario, il candidato del Pis Karol Nawrocki, potrebbe incassare l’appoggio del terzo incomodo, l’ancor più estremista Sławomir Mentzen. 

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