L’Italia gioca le sue carte oggi al festival di Cannes. E’ il giorno della premiere in concorso di Fuori di Mario Martone con Valeria Golino a guidare la Montèe des Marches con Matilda De Angelis, Elodie e il resto del cast, “un road movie nella Roma 1980 e una storia di amicizia e sorellanza”, ma non è l’unica emozione di oggi.
Il regista dissidente iraniano Jafar Panahi, perseguitato, incarcerato più volte nel micidiale Evin di Teheran dal 2009, condannato per 20 anni a non poter realizzare film, ha fatto la sua prima apparizione in un festival internazionale in 15 anni a Cannes poichè è caduto di recente il divieto di uscire dal Paese. Vederlo salire la Montèe des Marches, entrare nell’immenso Grand Theatre Lumiere e scrutare dietro gli occhiali scuri del regista una commozione appena celata mentre attorno a lui il pubblico ha applaudito a lungo il suo coraggio è una cartolina storica di Cannes 2025. E non ha fatto sconti neppure questa volta, anzi: Un simple accident, subito tra i favoriti per la Palma d’oro, è in modo molto più diretto dei precedenti film clandestini che è riuscito a girare pericolosamente, un dramma sul regime, un atto di accusa sulle torture dei prigionieri e sulle ferite arbitrarie al popolo iraniano, un film che non può non considerarsi sovversivo e chissà se Panahi tornerà dopo nel suo paese.
Al festival, investito per tutto il giorno da pioggia e vento forti poi in serata magicamente assolato, è stata una giornata densa, di quelle che solo a Cannes accadono. Questa mattina sold out alla conferenza stampa di Spike Lee per il film fuori concorso Highest 2 Lowest, remake di un’opera di Kurosawa del 1963, Anatomia di un rapimento. Da una parte i cinefili del regista di Fa’ la cosa giusta, dall’altra i cronisti pronti a registrare frasi anti-Trump. Lui ha parlato del cinema americano: “Le persone stanno davvero soffrendo, tutte quelli la cui vita dipende dall’industria cinematografica oggi soffrono, non stanno più lavorando, né a New York né a Los Angeles”.
Poi sulla terrazza dei fotografi all’ultimo piano del Palais è apparso Julian Assange, il giornalista australiano creatore di WikiLeaks per il film che ne racconta la storia, The six billion dollar man, diretto da Eugene Jarecki: indossa una maglietta bianca coi nomi dei quasi 5000 bambini al di sotto dei cinque anni uccisi a Gaza, sulla schiena una sola scritta: “Stop Israel”.
La star americana Scarlett Johansson ha presentato a Un certain regard il suo debutto alla regia: Eleonor the Great. “È un film sull’amicizia, sul dolore, sul perdono. E penso che questi siano tutti temi di cui abbiamo particolarmente bisogno oggi. È un film storico ma anche molto attuale”, ha detto Johansson. E in serata il grande ritorno di Jodie Foster protagonista del film francese fuori concorso di Rebecca Zlotowski, un thriller psicologico con Virginie Efira e Daniel Auteuil. Su tutti il film italiano la cui premiere è alle 22.
Un “road movie in cui nulla doveva veramente accadere ma tutto doveva vivere sullo schermo” ha detto Mario Martone offrendo una prima chiave di lettura di Fuori, che sarà in sala dal 22 maggio con 01. Con l’ispirazione di una base letteraria, la sceneggiatrice Ippolita De Majo ha dato forma ad una “ossessione Goliarda Sapienza che ci aveva investito da anni – ha raccontato all’ANSA il regista – e che per un incrocio davvero magico ha coinvolto Valeria Golino, a sua volta legata alla scrittrice.
Così mentre noi immaginavamo un film su di lei abbiamo saputo che Golino aveva preso i diritti dell’Arte della Gioia di Goliarda Sapienza per la serie e il film che poi ha fatto e ci siamo ripromessi di lavorare insieme”.
Il film racconta una parte della vita di Goliarda Sapienza: l’estate a Roma nel 1980 quando senza finanze, con il manoscritto dell’Arte della gioia rifiutato, senza lavoro, finisce in carcere a Rebibbia per aver rubato dei gioielli in casa di un’amica durante una festa ai Parioli. L’incontro con le detenute – tra cui Roberta (Matilda De Angelis) e Barbara (Elodie) – diventa amicizia, attrazione, solidarietà, scoperta di altri mondi e proseguirà fuori il carcere, “una storia di amicizia libera, sorellanza, maternità e desiderio, perdersi e volersi ritrovare”, dicono De Majo e Martone che ha girato nei veri luoghi compresa la casa della scrittrice in via Denza.
“C’è da commuoversi” ha detto la protagonista Valeria Golino che da 40 anni ha un legame speciale con la scrittrice conosciuta quando aveva più o meno 18 anni sul film Storia d’amore di Citto Maselli (all’epoca compagno di Goliarda) e che poi ha ritrovato dirigendo la serie dal suo best seller postumo e che ora infine ha interpretato. “Un percorso che dà un senso all’insensatezza della vita”, ha sottolineato. Sul set hanno raccontato Golino, Matilda De Angelis e Elodie, “c’è stato un rapporto di amorosità totale”, “anche se io mi sono sentita antica. C’è uno scarto generazionale, loro sono libere e consapevoli”, ha concluso Valeria.
Video Cannes, e’ il giorno di ‘Fuori’ di Mario Martone, unico film italiano in concorso
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