Il Papa: ‘ Dolore per Gaza, si contenta l’ingresso degli aiuti. Non si chiuda il cuore alla pace’ – Notizie – Ansa.it

Il Papa: ‘ Dolore per Gaza, si contenta l’ingresso degli aiuti. Non si chiuda il cuore alla pace’ – Notizie – Ansa.it


“E’ sempre più preoccupante e dolorosa la situazione nella Striscia di Gaza. Rinnovo il mio appello accorato a consentire l’ingresso di dignitosi aiuti umanitari e a porre fine alle ostilità, il cui prezzo straziante è pagato dai bambini, dagli anziani, dalle persone malate”. Lo ha detto il Papa al termine dell’udienza generale.

 

“In questo mese mariano, vorrei ribadire l’invito della Vergine di Fatima: ‘pregate il rosario ogni giorno per la pace’. Insieme a Maria, chiediamo che gli uomini non si chiudano a questo dono di Dio e disarmino il loro cuore”. Lo ha detto il Papa nell’udienza generale, nel saluto ai fedeli di lingua portoghese.  Dio ama senza calcoli. ha detto il Papa nell’udienza generale proseguendo le catechesi sulla speranza che erano state avviate da Papa Francesco nell’anno del Giubileo, dedicato appunto alla speranza.

 

Video Il Papa: ‘Dolore per Gaza, si consenta l’ingresso di aiuti’

 

“Noi siamo abituati a calcolare le cose – e a volte è necessario -, ma questo non vale nell’amore! Il modo in cui questo seminatore ‘sprecone’ getta il seme – dice il Pontefice commentando la parabola evangelica del seminatore – è un’immagine del modo in cui Dio ci ama. È vero infatti che il destino del seme dipende anche dal modo in cui il terreno lo accoglie e dalla situazione in cui si trova, ma anzitutto in questa parabola Gesù ci dice che Dio getta il seme della sua parola su ogni tipo di terreno, cioè in qualunque nostra situazione: a volte siamo più superficiali e distratti, a volte ci lasciamo prendere dall’entusiasmo, a volte siamo oppressi dalle preoccupazioni della vita, ma ci sono anche i momenti in cui siamo disponibili e accoglienti”.
Papa Leone sottolinea che “Dio è fiducioso e spera che prima o poi il seme fiorisca. Egli ci ama così: non aspetta che diventiamo il terreno migliore, ci dona sempre generosamente la sua parola. Forse proprio vedendo che Lui si fida di noi, nascerà in noi il desiderio di essere un terreno migliore.Questa è la speranza, fondata sulla roccia della generosità e della misericordia di Dio”.
“Questa parabola – conclude il Pontefice – ci dice che Dio è pronto a ‘sprecare’ per noi e che Gesù è disposto a morire per trasformare la nostra vita”. 

Papa Leone, nell’udienza generale, commentando la parabola del seminatore, ha citato un quadro di Vincent Van Gogh. “Ho in mente quel bellissimo dipinto di Van Gogh: Il seminatore al tramonto. Quell’immagine del seminatore sotto il sole cocente – ha commentato il Pontefice – mi parla anche della fatica del contadino. E mi colpisce che, alle spalle del seminatore, Van Gogh ha rappresentato il grano già maturo. Mi sembra proprio un’immagine di speranza: in un modo o nell’altro, il seme ha portato frutto. Non sappiamo bene come, ma è così. Al centro della scena, però, non c’è il seminatore, che sta di lato, ma tutto il dipinto è dominato dall’immagine del sole, forse per ricordarci che è Dio a muovere la storia, anche se talvolta ci sembra assente o distante. È il sole che scalda le zolle della terra e fa maturare il seme”, ha sottolineato Leone XIV.

Video Prima udienza generale, il Pontefice a bordo della papamobile saluta i fedeli

 

   

Papa Leone, prima dell’udienza generale, ha fatto un giro in papamobile per salutare i fedeli presenti a Piazza San Pietro. Sull’auto scoperta anche i segretari del Pontefice e l’aiutante di camera Piergiorgio Zanetti che aveva svolto lo stesso ruolo con Papa Francesco. Leone saluta i fedeli e benedice i bambini che gli vengono avvicinati. Tante le bandiere e gli striscioni in piazza.

“Non possiamo concludere questo nostro incontro senza ricordare con tanta gratitudine l’amato Papa Francesco, che proprio un mese fa è tornato alla casa del Padre”. Lo ha detto Papa Leone XIV al termine dell’udienza generale.

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