“Stiamo lavorando per incontrarlo presto”. Lo dice a proposito di papa Leone XIV Hussein al-Sheikh (Abu Jahed), numero due dell’Autorità Nazionale Palestinese, in un’intervista ad Avvenire, commentando gli appelli del Pontefice su Gaza. “Siamo grati per le sue parole e per l’impegno della Chiesa – afferma -. Non osservo le cose in una prospettiva ideologica. Non ho niente contro gli ebrei, ma ho il diritto e il dovere di criticare le politiche di Israele. Così come dobbiamo lavorare per proteggere la presenza dei cristiani e incentivare anche il ritorno in questi luoghi dei cristiani che sono emigrati”.
“Un’intesa con Israele? Dipendesse da me, la firmerei all’istante. E se ora gli israeliani respingono la formula dei due popoli in due Stati sono pronto ad accettare e siglare un accordo per uno Stato unico, nel quale tutti i cittadini abbiano uguali diritti. Con Gerusalemme capitale”. Lo afferma Hussein al-Sheikh (Abu Jahed), numero due dell’Autorità Nazionale Palestinese.
Decine di persone – riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa – sono rimaste uccise e ferite nelle prime ore di giovedì mattina durante i bombardamenti israeliani in corso sulla Striscia di Gaza. Una famiglia di nove persone sarebbe morta in un raid su una caserma che ospitava sfollati nei pressi di una cisterna d’acqua nella zona di Al-Baraka, nella città di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Secondo il corrispondente di Wafa a Gaza, veicoli militari israeliani hanno fatto irruzione nel cortile dell’ospedale Al-Awda a Tal al-Zaatar, a nord di Gaza, aprendo un intenso fuoco.
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