Detenuta in fuga da Bollate, forse costretta dal compagno – Notizie – Ansa.it

Detenuta in fuga da Bollate, forse costretta dal compagno – Notizie – Ansa.it


Un’altra evasione dal carcere di Bollate di una persona con il beneficio del lavoro esterno ha rinfocolato la polemica sulle pene alternative e sul modello ‘aperto’ dell’istituto di pena milanese, da dove il 9 maggio scorso era evaso Emanuele De Maria, che dopo aver ucciso una collega e tentato di uccidere un altro collega dell’hotel in cui lavoravano, l’11 maggio si era suicidato gettandosi dalle terrazze del Duomo di Milano.

 

Questa volta invece a essere scappata è una donna, Breda Paolicelli, 55 anni, di cui si sono perse le tracce il 28 maggio scorso, lo stesso giorno in cui è sparito anche il compagno, ex detenuto a Bollate, e attualmente affidato ai servizi sociali in prova. Un uomo definito come un possibile “violento”, e così ora i timori maggiori non sono tanto per la fuga dei due quanto per l’incolumità di lei. “Siamo fortemente preoccupati per le sorti di Brenda Paolicelli, detenuta del carcere di Milano Bollate ammessa ai servizi esterni, che non è più rientrata in istituto e di cui da giorni si sono perse le tracce. Non vorremmo trovarci di fronte ad un secondo caso De Maria”, ha detto Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria. “Da quanto abbiamo appreso – ha aggiunto – il compagno di Paolicelli è considerato un uomo violento e la donna in più occasioni sarebbe rientrata dal permesso nel carcere con evidenti lividi sul corpo”.

Paolicelli secondo gli agenti penitenziari del Sappe, avrebbe “un profilo criminale di spessore per vari reati tra i quali rapina a mano armata, furto aggravato e violazione della legge sulle armi”. Il suo fine pena è previsto per gennaio 2028 e il giorno che non ha fatto rientro non beneficiava dell’art.21 per il lavoro esterno ma era in licenza per fare visita ai familiari. Le indagini del Nucleo investigativo della Polizia Penitenziaria sono partite dall’hinterland a nord di Milano, dove dimorava l’attuale compagno, ma per ora non hanno dato esito. L’uomo, un pregiudicato di 53 anni albanese, è evaso a seguito di una perquisizione nel suo appartamento, a Cormano.

L’uomo e la donna sono scomparsi nelle stesse ore e quindi non si esclude né una premeditazione né che lui l’abbia costretta a seguirlo. Di certo la donna non avrebbe avuto motivo di interrompere il suo positivo percorso carcerario, che prevede appunto il cosiddetto Art.21, l’ammissione ai lavori esterni, sapendo di rischiare la revoca del beneficio e l’aggiunta punitiva di due anni ai tre che le rimangono da scontare.

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