È una corsa contro il tempo nel sud del Portogallo per trovare una qualche traccia della bimba inglese Maddie McCann, scomparsa a soli 3 anni nel 2007 mentre si trovava in vacanza coi genitori in un resort di Praia de Luz. L’obiettivo degli investigatori, che hanno ripreso le ricerche a 18 anni dal caso, è quello di acquisire elementi nuovi prima che venga scarcerato in Germania Christian Brueckner, il detenuto da tempo principale sospettato nella vicenda.
Da questa mattina la polizia locale, su richiesta degli inquirenti tedeschi, ha iniziato a setacciare piccoli fondi rurali, due pozzi, cisterne e ruderi nei pressi di Lagos, in Algarve, non lontano da dove alloggiava la famiglia McCann. Ma sono anche i luoghi in cui abitava Brueckner, presunto maniaco sessuale destinato a uscire di prigione il prossimo settembre se non si trovano prove tali da permettere una sua incriminazione.
L’uomo sta finendo di scontare una pena di 7 anni inflittagli in precedenza per lo stupro di un’anziana turista americana avvenuto sempre a Praia de Luz, dopo essere stato prosciolto da accuse di violenze sessuali su minorenni risalenti al periodo tra il 2000 e il 2017: la procura tedesca è convinta che sia stato lui a uccidere e far scomparire la figlia di Gerry e Kate McCann, ma non ha gli elementi per avviare un processo nei suoi confronti.
Le nuove ricerche, che andranno avanti fino a venerdì, vengono definite dai media del Regno Unito come “l’ultimo tentativo” per fare luce sulla sorte di Maddie, mentre i suoi genitori ricordando il 3 maggio scorso il 18esimo anniversario dalla scomparsa hanno dichiarato: “Non importa quanto sia vicina o lontana, continua a essere qui con noi, ogni giorno”.
Grandi sforzi sono stati messi in campo, con decine di agenti e esperti della scientifica, sia portoghesi che tedeschi. Presenti sui luoghi delle ricerche anche i vigili del fuoco per poter procedere nei punti più difficili, fra quegli edifici fatiscenti dove a suo tempo si muoveva Brueckner. Vengono inoltre utilizzate le tecnologie più avanzate, a partire da un georadar per le rilevazioni in profondità nel terreno. Si cercano resti umani ma anche qualsiasi oggetto, come un giocattolo, che possa contenere tracce di DNA. E Scotland Yard viene tenuta aggiornata. Un’impresa giudicata da molti come ardua se non impossibile, a quasi vent’anni dalla scomparsa della bimba, ancor di più se si considera che avviene per l’80% in zone già ispezionate più volte in passato dalla polizia portoghese.
Video Riprendono in Portogallo le ricerche della bimba inglese Maddie McCann
Non è chiaro sulla base di quali elementi sia stata presa la decisione di fare un ulteriore tentativo. Per il tabloid Sun gli inquirenti si sono mossi a seguito di nuove informazioni ricevute. Un’accelerazione può essere arrivata dopo che era stato trovato, fra il materiale sequestrato al maniaco tedesco, un hard disk contenente una raccolta d’immagini di bambini abusati, oltre a indizi potenzialmente collegabili alla scomparsa di Maddie nel 2007.
Non solo: mesi fa un compagno di cella di Brueckner aveva raccontato agli inquirenti che il sospettato avrebbe fatto con lui alcune ammissioni relative al rapimento di una bambina trovata in un appartamento nell’Algarve durante un tentativo di furto. Mentre il procuratore di Braunschweig, Hans Christian Wolters, che coordina l’inchiesta sul caso, aveva da parte sua affermato l’anno scorso che Brueckner è “un pericoloso sadico psicopatico” e che ha davvero “rapito e ucciso” la bambina inglese, malgrado i suoi proclami d’innocenza al riguardo. In una recente intervista il sospettato al centro della vicenda ha detto di voler lasciare la Germania e far perdere le sue tracce non appena verrà scarcerato.
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