Terzo giorno di guerra tra Iran e Israele, senza esclusione di colpi, con raffiche di missili a ondate verso gli obiettivi nemici. Il conto delle vittime da entrambe le parti è continuato a salire, con un bilancio drammatico in Iran che avrebbe superato i 400 morti, ma anche nello Stato ebraico la notte del sabato è stata la più cruenta: almeno 6 morti e 180 feriti in un raid condotto contro Bat Yaman, cittadina di mare vicino a Tel Aviv.
ùPer tutta la domenica poi i caccia con la Stella di Davide hanno continuano a bersagliare in tutte le direzioni, rivendicando di aver colpito al “cuore il nucleare iraniano” e di aver azzerato i vertici dell’intelligence dei Pasdaran.ù
I bombardamenti israeliani si sono intensificati. I missili sono caduti su Teheran, dove l’Idf ha spiegato di aver attaccato “il quartiere generale nucleare” degli ayatollah. Ed è stato liquidato un altro pezzo importante dell’elite della Repubblica islamica: il capo dell’intelligence dei Pasdaran, Mohammad Kazemi, e il suo vice Hassan Mohaqqeq, seppelliti dalle macerie dopo un blitz condotto nella sede dell’organizzazione. La notizia è stata confermata in serata dall’agenzia ufficiale Tasnim. Nei giorni scorsi erano caduti molti comandanti dell’esercito e delle Guardie della Rivoluzione.
Oltre ai missili, l’offensiva è stata condotta anche con le autobombe: almeno cinque esplose in diverse zone della città. Attacchi mirati in cui hanno perso la vita altri scienziati di punta del programma atomico. In tutto finora sono 14. Decine gli obiettivi presi di mira, tra cui due depositi di carburante. Mentre i residenti cercavano rifugio in posti improvvisati, come moschee e metropolitane in un Paese che non ha rifugi.
L’aeronautica dello Stato ebraico ha poi allargato il raggio d’azione, colpendo la città nord-orientale di Mashhad, a 2.300 chilometri di distanza da Israele: “L’attacco più in profondità dall’inizio dell’operazione”, ha spiegato l’Idf.
La morsa israeliana sul nemico giurato si è stretta ulteriormente in risposta ai raid iraniani che sabato notte sono riusciti a bucare più di altre volte le difese israeliane, portando morte e distruzione soprattutto a Bat Yaman, facendo salire ad almeno 14 morti il bilancio complessivo delle vittime nello Stato ebraico.
Le bombe su Bat Yaman sono state uno shock per il paese e Benyamin Netanyahu, visitando la zona, ha tuonato: “L’Iran pagherà un prezzo altissimo per l’assassinio deliberato di civili, donne e bambini. Raggiungeremo i nostri obiettivi e infliggeremo loro un colpo devastante”. Lo stesso premier ha poi confermato la “distruzione dell’impianto principale” di Natanz, nel centro dell’Iran, dove si arricchisce l’uranio. L’Aiea nei giorni scorsi aveva riferito che la parte in superficie dell’impianto era stata distrutta.
In risposta l’Iran ha lanciato due nuove ondate di missili verso Israele, e forti esplosioni sono risuonate a Tel Aviv, Gerusalemme, nel nord e nel sud, mentre l’Idf diramava le allerte a scendere nei rifugi. Ci sono stati almeno sei feriti in un edificio nel sud del Paese centrato da un razzo. L’Idf ha fatto un bilancio di almeno 200 vettori balistici lanciati contro Israele dall’inizio dell’escalation di venerdì.
Lo Stato ebraico non sembra avere intenzione di allentare la presa. “Il piano sta funzionando come al solito e anche oltre. L’attacco a Teheran e ai suoi sistemi nucleari, ai sistemi di produzione di armi, alla difesa aerea e ai missili è un attacco potente”, ha rilevato il ministro della Difesa Israel Katz durante una valutazione della situazione con il capo di stato maggiore, il direttore del Mossad e alti ufficiali dell’Idf.
“Chi ci attacca trasforma Teheran a Beirut”, è l’avvertimento, rivolto anche ai proxies degli iraniani che sono tornati a minacciare la sicurezza di Israele. Gli Houthi, ad esempio, che hanno rivendicato il lancio di “diversi missili balistici ipersonici”. Attacchi coordinati con Teheran.
Iran, almeno 224 uccisi nei raid israeliani da venerdì
Gli attacchi israeliani contro l’Iran hanno ucciso almeno 224 persone nel Paese da venerdì, riferisce il ministero iraniano della Salute. “Dopo 65 ore di aggressione da parte del regime sionista, 224 donne, uomini e bambini sono morti come martiri”, ha scritto il portavoce del Ministero iraniano della Salute Hossein Kermanpour su X, aggiungendo che “più del 90%” delle vittime sono civili.
Media, Khamenei in un bunker sotterraneo a nordest di Teheran
La Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, è stata evacuata in un bunker sotterraneo nel nord-est di Teheran poche ore dopo l’inizio dei raid israeliani di venerdì, secondo quanto riportato da Iran International, citando due fonti informate all’interno del Paese, ripreso da Times of Israel.
Khamenei si trova insieme a tutta la sua famiglia nel rifugio di Lavizan, affermano le fonti. Israele non avrebbe assassinato Khamenei la prima notte dell’operazione per dargli un’ultima possibilità di abbandonare completamente il suo programma di arricchimento dell’uranio, riporta l’agenzia di stampa citando una fonte diplomatica della regione.
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