Addio a Leonard Lauder, re del beauty e mecenate – Beauty e Fitness – Ansa.it

Addio a Leonard Lauder, re del beauty e mecenate – Beauty e Fitness – Ansa.it


(di Alessandra Baldini)
Re del beauty mondiale,
collezionista e mecenate: Leonard Lauder, che per anni ha
guidato il colosso dei cosmetici fondato dalla madre Estée
Lauder, e’ morto nel fine settimana a New York circondato dalla
famiglia. Aveva 92 anni.

   
Per circa mezzo secolo alla testa del gruppo, Lauder ne
piloto’ l’espansione globale con l’acquisto di brand come
Clinique, Aveda, MAC Cosmetics, Tom Ford Beauty, Bobbi Brown, Jo
Malone London ed La Mer. Nel 1995 Leonard aveva portato
l’azienda di famiglia a Wall Street e le azioni fecero un balzo
in avanti del 33% nel primo giorno di scambi. Estée Lauder ha
oggi un giro d’affari di 15 miliardi di dollari l’anno e la
famiglia e’ ancora il principale azionista con il controllo
dell’87% del potere di voto.

   
Lauder aveva intuizioni geniali: celebre quella di due
decenni fa del Lipstick Index, secondo cui le vendite di
rossetti erano un indicatore dello stato dell’economia: salivano
parallelmente ai momenti di crisi perche’ le donne comprano
cosmetici relativamente poco costosi al posto di abiti piu’
impegnativi per il portafoglio e altri beni di lusso.
Democratico in politica mentre il fratello Roland, ex
ambasciatore in Austria, non nasconde simpatie repubblicane,
Leonard fu anche un grande collezionista: il colossale regalo di
78 dipinti cubisti al Metropolitan fu il motore che spinse il
museo nell’avventura dell’affitto dell’ex Whitney per dare
ossigeno alle sacrificate raccolte di arte moderna.

   
“Ricordo il 12 ottobre 2010: Leonard mi convoco’ a casa per
cominciare i negoziati che alla fine portarono alla donazione e
all’esperimento del Met Breuer”, ha rievocato oggi su Instagram
l’allora direttore Thomas Campbell, tornando a riflettere su un
momento che, nel bene e nel male, rivoluziono’ la storia del
museo: il Met rimase nell’edificio su Madison Avenue disegnato
da Marcel Breuer per cinque anni, tra 2015 e 2020 mentre il
museo si imbarcava in un costoso piano di espansione per dare
degna dimora ai Picasso, Braque e Leger di Lauder stimati
all’epoca oltre un miliardo di dollari.

   
Il progetto di allargamento su Central Park, firmato
dall’architetto britannico David Chipperfield, avrebbe dovuto
vedere la luce nel 2020, ma nel 2017 fini’ su un binario morto
perche’ i conti del museo erano finiti in profondo rosso. La
collezione resta ancora oggi senza casa in attesa che sia finito
un nuovo piano di espansione affidato tre anni fa, dopo una
serie di battute d’arresto, all’architetta messicana Frida
Escovedo.

   

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