Una mail inviata il 2 giugno. Una lettera in cui raccontava alla madre che le “cose non andavano bene con Rexal”. Parole che Anastasia Trofinova, la 28enne trovata morta a Villa Pamphili a poca distanza dal corpo di sua figlia Andromeda, aveva affidato alla madre in Russia, forse per raccontarle il proprio disagio, la preoccupazione per un un rapporto complicato con un uomo dal passato violento, con cinque arresti negli Stati Uniti per aggressioni, di cui forse non era nemmeno a conoscenza.
Una mail che finirà agli atti dell’indagine della Procura di Roma, che procede per duplice omicidio aggravato. Gli inquirenti chiederanno alla madre della donna ulteriori elementi utili a ricostruire gli ultimi giorni di vita della ragazza, che potrebbe essere stata uccisa da Francis Kaufmann – la vera identità di Rexal Ford – proprio nei giorni successivi a quell’ultimo messaggio. Elementi di chiarezza sulle cause del decesso arriveranno a luglio, quando verranno depositati i risultati degli esami istologici: le analisi di laboratorio sui campioni prelevati consentiranno di stabilire le cause della morte, inclusa l’ipotesi di un soffocamento anomalo, ad esempio con un cuscino, inizialmente scartata.
Chi indaga vorrebbe intanto raccogliere la testimonianza della madre, che vive a Omsk, nella Siberia meridionale, tramite rogatoria. Non si esclude, tuttavia, che l’audizione possa avvenire direttamente a Roma, nel caso in cui la donna decida di intraprendere il viaggio per “riportare a casa” la salma della figlia. Secondo quanto riferito da una testimone – che ha poi contattato la trasmissione Chi l’ha visto? – la madre avrebbe sentito per l’ultima volta Anastasia durante una videochiamata del 27 maggio. Accanto alla ragazza c’era il 46enne americano che, nel corso della conversazione, l’avrebbe rassicurata affermando di essere una brava persona e di voler mettere su famiglia. I due, secondo quanto ricostruito dagli investigatori in missione a Malta, si sarebbero conosciuti sull’isola nel settembre del 2023. Trofinova era arrivata in Europa – come ha raccontato la madre – per imparare l’inglese e cercare lavoro. Kaufmann si trovava a Malta dal 2021.
I due avrebbero vissuto insieme in un appartamento nel quartiere di Marsascala, e proprio lì la donna avrebbe dato alla luce Andromeda, il 14 giugno dello scorso anno. Avrebbero poi avviato le pratiche presso l’ambasciata americana per registrare la bambina con il cognome Ford, ma l’iniziativa non fu mai portata a termine: l’ennesima stranezza di una vicenda ancora piena di zone d’ombra. A marzo, l’affannosa ricerca di una barca per raggiungere la Sicilia: in quell’occasione Kaufmann usò un alias italiano, “Matteo Capozzi”. Segue il trasferimento a Roma, dove l’uomo si presenta come regista e produttore cinematografico, muovendosi con tre carte di credito (finanziate dai suoi genitori in California) e tre sim telefoniche, l’ultima delle quali acquistata alla stazione Termini utilizzando il passaporto americano intestato a Ford. Con quel nome, nel 2021, il 46enne avrebbe incassato quasi un milione di euro grazie ai benefici del tax credit per il film Stelle della notte. Su questo filone sta ora lavorando il ministero della Cultura, che sta verificando i vari passaggi. Nel caso emergano profili penali, gli atti saranno trasmessi a Piazzale Clodio. Kaufmann resta attualmente detenuto nel carcere di Larissa, in Grecia, in attesa della decisione della Corte d’Appello sulla sua estradizione. Se i tempi dovessero allungarsi, i pm di Roma potrebbero recarsi in trasferta per ascoltarlo, per raccogliere la sua versione su un duplice omicidio avvenuto nell’area verde più grande della Capitale.
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