A Roma il corteo contro il riarmo. I promotori: ‘Basta, il rischio è la guerra mondiale – Notizie – Ansa.it

A Roma il corteo contro il riarmo. I promotori: ‘Basta, il rischio è la guerra mondiale – Notizie – Ansa.it


E’ partito da piazzale Ostiense, diretto al Colosseo, il corteo nazionale contro il riarmo organizzato da diverse realtà tra cui Arci le cui bandiere aprono la manifestazione. Gran parte dei manifesti esposti e’ per la pace e per Gaza.

“Only one choice, disarm the world”. Dietro questo ed altri striscioni c’è il corteo contro il riarmo che da piazzale Ostiense è diretto al Colosseo. Ad aprire gli interventi il portavoce della comunità palestinese nel Lazio Yousef Salman che ha detto: “La Palestina continua a soffrire e a morire sotto gli occhi di tutti. È uno sterminio. Anche voi italiani quando siete stati occupati avete combattuto. Anche noi e anche noi avremo il nostro 25 aprile”. Ne è seguito lo slogan “Palestina libera”.

“Noi siamo qui, molto contenti delle 500 adesioni alla manifestazione. Tutti i sondaggi dicono che la maggioranza dei cittadini è contro la guerra, per questo abbiamo costruito una convergenza così orizzontale. Noi siamo terribilmente preoccupati dal fatto che la legge del più forte sta sovrastando il diritto internazionale. Chi può attacca l’altro, fa genocidio e distruzione. Abbiamo organizzato questa mobilitazione quando l’Ue decise il piano di riarmo da 800 miliardi, poi in questi due mesi è successo di tutto: le folli richieste della Nato del 5% del pil, il genocidio a Gaza che non si arresta, la guerra in Ucraina e ora l’ingiustificabile attacco unilaterale di Israele all’Iran. Siamo a rischio guerra mondiale. Se Trump interviene rischiamo davvero una guerra globale e ricordo che in Italia ci sono tante basi militari statunitensi”.

Lo afferma una delle organizzatrici del corteo contro il riarmo, Raffaella Bolini, vicepresidente Arci, arrivata in piazzale Ostiense dove tra poco inizierà il corteo. Elena Mazzoni, della “Rete dei numeri pari” anche lei tra gli organizzatori, ricorda le quattro parole d’ordine della manifestazione: “No al riarmo, no alla guerra, no al genocidio e no all’autoritarismo. Attorno a questo nucleo di concetti abbiamo raccolto 500 sigle variegate, dalle realtà tradizionali del pacifismo e del femminismo fino ai sindacati. Tra i partiti hanno aderito Avs, M5s, Rifondazione Comunista. Il PD non ha aderito ma avremo dei singoli, tra chi Cecilia Strada, Marco Tarquinio, Arturo Scotto”. In piazza sventolano bandiere della pace e bandiere arcobaleno, cartelli con su scritto “Stop Genocide” e un enorme striscione che recita “Palestina libera”.

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