Cresce la preoccupazione nel mondo per le possibili conseguenze dell’attacco Usa all’Iran. L’Ue spinge per la diplomazia, la Russia condanna, Teheran avverte: ‘Il negoziato è stato distrutto da Usa e Israele’.
Se ognuno è autorizzato ad interpretare il diritto all’autodifesa come crede, il mondo rischia di sprofondare in un “caos completo”, ha affermato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in un’intervista alla televisione di Stato ripresa dall’agenzia Ria Novosti parlando degli attacchi israeliani, ma prima di quelli Usa.
Lavrov ha detto che quelli che parlando di Israele affermano che agisce in base al suo diritto all’autodifesa, “come ha detto Emmanuel Macron”, sono “i più grandi cinici”. “Autodifesa da cosa?”, ha chiesto il ministro degli Esteri. “Se ogni Paese – ha aggiunto – è autorizzato ad interpretare il diritto all’autodifesa, previsto dalla Carta dell’Onu, in modo tale da dire, ‘decido per conto mio quando usare il mio diritto’, allora “non ci sarà più un ordine mondiale, ma il caos completo”.
Dall’Europa, Londra ha confermato di non essere stata coinvolta negli attacchi dell’alleato americano al fianco d’Israele contro gli impianti nucleari dell’Iran, negando per bocca del ministro del Commercio, Jonathan Reynolds, che Washington abbia chiesto l’uso della base britannica di Diego Garcia, strategica isola dell’oceano Indiano, come fatto ancora di recente contro lo Yemen.
Il premier Keir Starmer ha evitato peraltro qualunque critica a Donald Trump, giustificandone anzi di fatto l’attacco con “la minaccia dei programmi nucleari” di Teheran e scaricando sull’Iran la sollecitazione a “tornare ai negoziati” senza evocare un cessate il fuoco.
La Germania ha esortato Teheran a riprendere i colloqui con gli Stati Uniti dopo gli attacchi americani ai tre siti nucleari in Iran durante la notte, affermando che hanno “danneggiato gran parte del programma iraniano”. “Il cancelliere Friedrich Merz ha ribadito il suo appello all’Iran affinché avvii immediatamente negoziati con gli Stati Uniti e Israele per raggiungere una soluzione diplomatica al conflitto”, ha affermato il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius in una nota dopo un incontro sull’argomento.
Da Bruxelles, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha evidenziato che “l’Iran non deve assolutamente entrare in possesso della bomba. Con le tensioni in Medio Oriente che hanno raggiunto un nuovo picco, la stabilità deve essere la priorità. Il rispetto del diritto internazionale è fondamentale. È giunto il momento che l’Iran si impegni in una soluzione diplomatica credibile. Il tavolo dei negoziati è l’unico luogo in cui porre fine a questa crisi”.
Il presidente del Comsiglio europeo Antonio Costa si è detto “profondamente allarmato dalle notizie che giungono dal Medio Oriente” e ha invitato “tutte le parti a dare prova di moderazione e rispetto del diritto internazionale e della sicurezza nucleare” ribadendo che “la diplomazia rimane l’unica via per portare pace e sicurezza nella regione mediorientale. Troppi civili saranno ancora una volta vittime di un’ulteriore escalation. L’Ue continuerà a dialogare con le parti e i nostri partner per trovare una soluzione pacifica al tavolo dei negoziati”.
Grande preoccupazione anche dal mondo arabo. L’Arabia Saudita “segue con grande preoccupazione gli sviluppi nella sorella Repubblica Islamica dell’Iran, rappresentati dagli attacchi agli impianti nucleari iraniani da parte degli Stati Uniti d’America”, ha scritto il Ministero degli Esteri saudita su X.
L’Iraq ha avvertito che gli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani minacciano la pace e la stabilità in Medio Oriente ed ha espresso “profonda preoccupazione e ferma condanna per gli attacchi contro gli impianti nucleari” . Il Qatar deplora le “pericolose tensioni” in Medio Oriente e ritiene che l’attacco Usa ai siti nucleari in Iran porterà “ripercussioni catastrofiche” a livello regionale e internazionale, scrive il ministero degli Esteri di Doha su X.
L’Egitto sottolinea che gli sviluppi in Iran rappresentano una seria minaccia per la sicurezza regionale e internazionale e rischiano di avere gravi conseguenze se sfuggissero al controllo. In una nota, il ministero degli Esteri evidenzia che l’Egitto sta monitorando attentamente gli sviluppi e respinge qualsiasi azione che possa minare la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale o violare il principio del rispetto della sovranità dello Stato.
Nella nota, l’Egitto ribadisce la sua contrarietà ai crescenti rischi di un peggioramento della situazione che potrebbe portare a ulteriore caos e tensioni, invitando nel contempo tutte le parti a dar prova di saggezza, dare priorità al dialogo e cercare soluzioni politiche globali che evitino di scivolare in un conflitto aperto o ondate di escalation militare che potrebbero far precipitare la regione in un vortice di instabilità. Infine, il Cairo sottolinea la necessità di un’immediata de-escalation, della moderazione e della salvaguardia delle vite dei civili, sottolineando che la calma e il dialogo sono gli unici modi per porre fine a questa pericolosa crisi e preservare la sicurezza e la stabilità della regione.
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