Oltre 2.500 partecipanti, centinaia di giovani coinvolti, rappresentanti delle istituzioni e ospiti da tutta Italia: si è chiusa con numeri record la prima edizione del Festival della Restanza e della Tornanza, che per tre giorni ha trasformato Colli del Tronto (Ascoli Piceno) in un laboratorio a cielo aperto per il futuro dell’Italia interna.
“Questo festival è la prova che dalle macerie non nascono solo edifici, ma relazioni, progetti e possibilità”, ha detto il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, promotore dell’iniziativa. Al centro del festival, la visione di un Appennino che non sia più “margine”, ma cuore pulsante di rigenerazione economica, sociale e culturale. Tra i momenti più significativi, la presenza di oltre 500 studenti delle scuole del Piceno e giovani del Servizio civile universale, che hanno partecipato a laboratori su impresa, intelligenza artificiale e comunicazione accanto a divulgatori come Vincenzo Schettini, il fisico e influencer da milioni di follower.
Sul palco dell’incontro istituzionale anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il capo dipartimento per le politiche giovanili della presidenza del Consiglio Michele Sciscioli, che ha ribadito l’impegno del governo a “investire nelle energie emergenti” e “trasformare l’Italia interna in risorsa per il Paese”. Grande attenzione anche per i talk culturali: in particolare il confronto tra Davide Rondoni e Padre Francesco Piloni, moderato da Angelo Mellone (Rai), e il panel su giovani e impresa con Tommaso Cerno, il rettore della Politecnica Gian Luca Gregori e Brunello Cucinelli, simbolo di un umanesimo economico applicato ai territori. “L’entroterra non è un museo, ma un luogo dove vanno costruite le nuove città”, ha sottolineato Mellone. In chiusura, la consegna di riconoscimenti a giovani e imprenditori distintisi nelle aree colpite dal sisma.
Tra concerti, incontri, dibattiti e festa collettiva, il festival ha proposto un modello replicabile di rigenerazione, capace di unire scuola, comunità, cultura e impresa. “Restare, partire, tornare” – questo lo slogan – come scelte libere e desiderabili, non condizioni obbligate.
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