Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a chiedere la verità sulla strage di Ustica, che “ha impresso nella storia della Repubblica un segno doloroso e profondo che non potrà mai essere cancellato”. Quarantacinque anni fa il DC9 Itavia si inabissò nelle acque della Sicilia, portando con sé le vite di 81 persone.
Da allora non si è mai raggiunta una pronuncia definitiva su cosa sia successo quella notte. E così il Colle, come già un anno fa, non rinuncia a rivolgersi a chi potrebbe saperlo: “La Repubblica non abbandona la ricerca della verità e sollecita la collaborazione di tutti coloro che, anche tra i Paesi amici, possono aiutarci a rispondere al bisogno di giustizia, che non si dissolve negli anni perché è parte del tessuto stesso della democrazia”.
Parole diffuse dal Quirinale mentre Bologna si preparava a commemorare in Comune una strage di cui non sono mai stati identificati autori e colpevoli. Quest’anno, a tenere banco, è la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma dell’inchiesta aperta nel 2008 sulla scorta delle dichiarazioni del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che indicò i francesi come responsabili della strage. “La magistratura chiede l’archiviazione perché non ha avuto collaborazione, non ha avuto risposte esaurienti ed esaustive dai Paesi amici ed alleati”, commenta la presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, Daria Bonfietti.
E quindi ora tocca alle istituzioni: “Chiunque sia al governo del Paese deve capire che se non ci riesce la magistratura, ci deve riuscire la politica. Non dico cose fuori dall’ovvietà. Se non ci riesce la magistratura a trovare i colpevoli, che sono internazionali, ci deve riuscire la politica”. Partendo da un punto fermo, ribadito in aula da Bonfietti: “Nella richiesta di archiviazione abbiamo la completa conferma della ricostruzione che ci aveva dato il giudice Priore nella sentenza-ordinanza del 1999: il DC9 è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea”. La sala del Consiglio comunale è strapiena: consiglieri, parlamentari, parenti delle vittime, molte persone in piedi.
E al termine dell’intervento della presidente dell’associazione scatta una standing ovation. In aula c’è anche Luisa Davanzali, figlia dell’azionista di maggioranza di Itavia Aldo Davanzali, definito da Bonfietti “l’82esima vittima” della strage. Anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, chiede al governo di intervenire: “Quarantacinque anni dopo sappiamo che nei cieli di Ustica erano presenti aerei dei Paesi alleati del nostro Paese ed è arrivato il momento che il nostro governo chieda ufficialmente ai Paesi alleati che cosa è successo e perché è successo”.
Senza farsi troppi scrupoli di opportunità: “Oggi trincerarsi dietro un presunto senso delle istituzioni è qualcosa di grottesco rispetto agli spettacoli che vediamo quotidianamente”. A livello nazionale, sulla scia delle parole di Mattarella, la richiesta di verità è bipartisan. “È nostro dovere impegnarci affinché la memoria di questa strage non si affievolisca e la verità non sia più ostacolata da silenzi, reticenze e complicità”, afferma il presidente del Senato di FdI Ignazio La Russa. Mentre la segretaria del Pd Elly Schlein schiera il partito al fianco dei familiari delle vittime “per la costante ricerca di una verità piena e definitiva che faccia giustizia”.
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